Il Tirreno

Prato

Se ripescati, il merito è anche mio

Pasquale Petrella

Bellini fa il bilancio della stagione prima dell'addio alla panchina laniera

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 PRATO. «Sì, il presidente Andrea Toccafondi mi ha comunicato che vuole cambiare. Ho avuto l'ufficialità sabato scorso anche se era già da un po' di tempo che avevo intuito che probabilmente c'era questa volontà». Così Andrea Bellini ufficializza il suo divorzio dall'Ac Prato.  Come ha preso questa decisione?  «Beh, sta nell'ordine delle cose. E' chiaro che vado via col rammarico di lasciare un posto dove mi sono trovato bene - dice il mister - Ma vado via con la coscienza a posto perchè credo di aver raggiunto gli obiettivi che mi erano stati chiesti ad inizio stagione».  Il bilancio è quindi positivo?  «Con onestà, mi sento di dire di sì. Fin dall'inizio l'obiettivo dichiarato era il raggiungimento dei playoff. E li abbiamo raggiunti. Non solo, abbiamo chiuso la fase regolare in un'ottima posizione (terzi ndr) e siamo arrivati fino in finale».  Ma c'è anche un altro obiettivo di cui va orgoglioso.  «Direi che la valorizzazione dei tanti giovani come Malomo, Varutti, Schenetti e Ferri sia sotto gli occhi di tutti. Non ho visto nel nostro girone altri giovani classe 1991 e 1990 impiegati come i nostri e soprattutto con la qualità di gioco che hanno saputo esprimere».  Sulla scelta del presidente di voler cambiare la guida della squadra può aver pesato l'andamento altalenante del rendimento della squadra?  «Non lo so, ma è vero che, soprattutto nella prima parte della stagione, la squadra non ha avuto continuità e non è stata all'altezza dei suoi mezzi - continua Bellini - Non va dimenticato però che abbiamo avuto tanti giocatori infortunati sui quali la società contava molto. Basilico si è fermato quasi subito, Morelli arrivato per sostituire Ferrario non è mai stato disponibile per via di un infortunio, Vieri ha avuto tanti acciacchi vari che non gli hanno mai permesso di essere al cento per cento. Quindi è mancato qualcosa di importante».   Nella seconda parte della stagione c'è stata la grande rimonta.  «L'arrivo di Varricchio ci ha dato tanto in fase offensiva, così come quello di Schenetti. Abbiamo fatto una buona rimonta e siamo arrivati fino in finale. Bisogna però anche essere onesti e ricordare che fin dall'inizio della stagione avevamo detto che Carpi e Carrarese avevano qualcosa in più sotto il profilo della qualità nelle proprie rose».  C'è qualche giocatore dal quale si aspettava qualcosa in più? Negli ultimi mesi del campionato si è parlato di un rapporto difficile con Silva Reis.  «Silva Reis è un giocatore di categoria superiore ma lo deve dimostrare sul campo. Deve sforzarsi per mettere in mostra le sue qualità ed io ho cercato di fargliele mettere in mostra. Anche Gori purtroppo, per problemi fisici, non è riuscito a dare quello che poteva fin da quando è arrivato».  Si parla di ripescaggio.  «Se il Prato presenta la domanda credo che abbia grandi possibilità che gli venga accolta. E se dovesse andare in Prima Divisione credo di avere qualche merito anch'io. Spero quindi che ci siano domanda e ripescaggio».  Cosa c'è nel futuro di Andrea Bellini?  «Per ora ho solo qualche contatto ma nulla di scritto. Diciamo che sono sul mercato e aspetto una chiamata».

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