Il Tirreno

Prato

Pablito era il "gentleman dei motori"

Paolo Bianchi in un’immagine degli anni Sessanta
◗
Paolo Bianchi in un’immagine degli anni Sessanta

La Prato sportiva ricorda Paolo Bianchi, scomparso domenica E' stato un campione delle corse su strada negli anni Sessanta

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. L'automobilismo pratese ricorda con grande affetto Paolo Bianchi, dai più conosciuto come "Pablito", morto domenica scorsa. Questo asso del volante pratese era diventato famoso per aver conquistato il titolo italiano conduttori nella classe "Turismo Velocità oltre 2000" guidando una Alfa Romeo 2600 negli anni 1966 e 1967. Tra le sue più belle vittorie si ricorda la gara sullo storico circuito su strada del Mugello nel 1966, vinto in coppia con Galimberti, e il secondo posto dell'anno precedente con "Nanni" Galli, sempre sullo stesso circuito dove non ottenne il podio più alto solo per problemi meccanici.  Tra le sue altre grandi conquiste celebri furono quelle sul circuito di Monza in Coppa Carri, Coppa Gallenga e Coppa FI.SA. Sulla pista di Imola invece "Pablito" conquistò la Coppa Città di Bologna, oltre a numerosi primi posti e piazzamenti nelle più classiche corse in salita nazionali. Nel 1963 nelle categorie Sport e Gran Turismo, "Pablito" segnò il record assoluto sul giro nel circuito Junior di Monza durante il Challenge Europeo a bordo di una Porsche Carrera. Fu inoltre tra i fondatori della storica scuderia automobilistica pratese "Santo Stefano", fucina di grandi campioni come il mitico "Nanni" Galli, Casati, "Nicor" Niccodemi, "Mascaleros" Mascari, "Riccardone" Benelli, Moreno Baldi e molti altri ancora. Il ricordo va al campione ma soprattutto a colui che negli ambienti automobilistici era chiamato il "gentleman del motore". "Pablito" ha regalato alla città di Prato momenti di gloria sportiva che rimarranno nella storia di questo sport. V.T.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa