Il Tirreno

Prato

Dopo l’amarezza per la sconfitta in finale a Carrara c’è una possibilità di ottenere comunque la categoria

«Toccafondi chieda il ripescaggio»

Pasquale Petrella
I tifosi del Prato che hanno sperato fino alla fine nella promozione
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I tifosi del Prato che hanno sperato fino alla fine nella promozione

I tifosi del Prato lanciano un appello al presidente per salire in Prima Divisione

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 PRATO. «Perchè Toccafondi non dovrebbe presentare domanda di ripescaggio? Abbiamo fatto una buona stagione e meritavamo di andare anche noi in Prima Divisione come la Carrarese ed il Carpi. Se c'è la possibilità, bisogna approfittarne».  Nelle parole del signor Gori, da sempre tifoso del Prato, lo stato d'animo dei tanti sostenitori che hanno seguito e sostenuto la squadra fino alla fine. «Ora che si era ricreato un certo rapporto con la città, mettere questo veto nel non voler fare la domanda di ripescaggio sa di beffa perchè il Prato ha i numeri per andare in Prima Divisione». L'appello di Gori, così come di tutti gli altri che hanno telefonato in redazione è la testimonianza come la città si sia riavvicinata al Prato calcio e abbia davvero sognato di salire di categoria. Un sogno spezzato sul campo dalla Carrarese ma sicuramente rivivibile se, come pare ormai plausibile, molte società rinunceranno ad iscriversi oppure verranno cancellate dai campionati superiori.  «Comprendiamo che Toccafondi non voglia essere preso in giro un'altra volta dalla Federcalcio - continua Gori - Ma Toccafondi dovrebbe pensare anche a noi che vorremmo seguire il Prato su campi più prestigiosi di quello di Borgo a Buggiano dove ci ritroveremo se resteremo in Seconda Divisione».  L'estate si preannuncia molto calda. E la Prato di quei mille tifosi che domenica pomeriggio si sono ritrovati allo stadio per vedere sul maxischermo la finale, lancia un appello a Toccafondi: «Se c'è la possibilità di essere ripescati, allora presenti la domanda. La città ha voglia di un calcio di più alto livello della serie C2». L'appello è stato lanciato ma non sarà facile far toranre sui suoi passi Andrea Toccafondi. E chissà che non siano Federcalcio e Lega Pro a trovare una soluzione per premiare le società virtuose senza dover attendere la loro domanda. Il sistema adottato l'anno scorso non si è rivelato producente a giudicare dalle penalizzazioni accumulate dalle società ripescate non per meriti ma per... domanda.

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