Il Tirreno

Prato

ALLO STADIO

Tifosi insultati sugli spalti nell'indifferenza generale

Ferri trattenuto a forza, dopo gli insulti
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Ferri trattenuto a forza, dopo gli insulti

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 CARRARA. Li hanno fatti arrivare fin sotto la curva destinata ai tifosi ospiti. Carabinieri, polizia e vigili urbani li hanno circondati con le loro auto di servizio e li hanno tenuti lì per tutta la partita. Due temerari sono saliti su un paio di pali e sono riusciti a farsi vedere da chi era sugli spalti ed hanno sventolato le bandiere biancazzurre. Una scena di una tristezza unica. Dentro lo stadio in cinquemila a tifare Carrarese e poche decine a tifare Prato. Ma se il servizio d'ordine dettato dal Casms doveva avere l'effeto di eliminare gli incidenti, i fatti hanno dimostrato tutto l'opposto. Sì, perchè gli incidenti ci sono stati lo stesso e questa volta all'interno dello stadio dove lo sparuto numero di tifosi ospiti, composti in prevalenza dai giocatori del Prato rimasti fuori dai diciotto in campo e lacuni loro familiari sono stati insultati e aggrediti senza che nessuno muovesse un dito.  L'invasione di campo dei tifosi della Carrarese non era in programma, ma siccome succede sempre così in tutti gli stadi dove c'è qualcosa da festeggiare forse bisognava tenere gli occhi un po' più aperti. I primi ultrà che sono riusciti a calpestare il prato invece di andare ad abbracciare i giocatori e invece di saltare e cantare con chi aveva la stessa fede calcistica hanno pensato bene, anzi male, di correre verso la curva dove c'erano i pochi tifosi del Prato. Tutte persone tranquille, per fortuna.  Perché poteva davvero succedere di tutto, visto che non c'erano né polizia, né carabinieri nella curvetta riservata agli ospiti.  Gli ultrà azzurri sono arrivati perfino ad arrampicarsi lungo le griglie, a sputare addosso agli avversari. Anche i pratesi non sono stati a guardare e hanno reagito. Uno che ha perso le staffe più degli altri è stato Ferri che in due hanno dovuto trattenere per evitare che andasse a contatto con chi lo stava provocando e non solo. Una scena che in pochi hanno visto, perché lo sguardo era rivolto dalla parte opposta dove si faceva festa invece di cercare lo scontro. Un paio di tifosi sono arrivati faccia a faccia, da una parte all'altra della griglia. Hanno provato anche ad afferrarsi, prima uno e poi l'altro.  Un'asta di plastica di una bandiera è stata infilata dentro la rete ed è andata a colpire nella pancia un ragazzo di non più di dodici anni che ha finito la giornata in lacrime fra le braccia del padre. La sicurezza che avrebbe dovuto esserci con l'impedire ai pratesi di arrivare allo stadio dei Marmi se non muniti di tessera del tifoso, non c'è stata. Forse è arrivato il momento di fare una riflessione seria su come e quando è davvero necessario adottare dei provvedimenti così drastici.

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