Sicurezza
«Ma noi verremo comunque»
Luca Borghini
◗
I tifosi della Carrarese sono intenzionati a venire a Prato La sfida e un invito: «Pratesi, siete ben accetti»
4 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «A Prato andiamo comunque». I tifosi lo annunciano al termine dell'incontro con il sindaco sotto il palazzo comunale. Andranno in treno, si ritroveranno a Prato e poi se non gli sarà permesso di entrare allo stadio manifesteranno fuori dalla stazione ma - precisano - «soltanto per sostenere la squadra con cori e tifo». Ricordiamo che dalla stazione di Prato allo stadio Lungobisenzio ci sono sì e no 100 metri, sono praticamente adiacenti. Si sono ritrovati in un centinaio, ieri mattina davanti al Comune, i supporter azzurri. Cori e bandiere per sollecitare un cambio di indirizzo nelle decisioni dell'Osservatorio per le manifestazioni sportive, che ha imposto di poter seguire la sfida solo ai possessori della tessera del tifoso, tanto avversata dagli ultrà (in tutto, solo 280 sportivi carraresi hanno la tessera). Secondo quanto riferito dai sostenitori azzurri, gli organi di pubblica sicurezza di Massa-Carrara avrebbero dato l'assenso per l'eventuale trasferta, ma le difficoltà restano a livello di Osservatorio nazionale e la Prefettura di Prato, sentita la Questura non avrebbe dato l'assenso. Tutti aspetti da verificare: ieri ci sono stati nuovamente contatti tra il sindaco Angelo Zubbani e il primo cittadino di Prato ma realisticamente, la situazione sembra destinata a non sbloccarsi. Difficile immaginare che possa essere revocato il divieto di trasferta ai "non tesserati", i tifosi però vogliono dare un segnale chiaro: «Andremo a Prato comunque per dimostrare che il nostro unico scopo è di sostenere la squadra, garantiamo che non succederà nulla ma non ci possono vietare di spostarci tra due città italiane». I tifosi hanno iniziato ad affluire sotto il Comune intorno alle 10, portando un po' di Curva Nord nel centro della città, poi è arrivato il sindaco Angelo Zubbani ed è iniziato il confronto. Non c'è stato nulla da mediare, i tifosi hanno chiesto spiegazioni per il divieto di trasferta e il sindaco ha potuto rispondere soltanto che l'ordine è arrivato dalle autorità di Prato. «Ci siamo subito mossi lunedì - ha spiegato ai tifosi il sindaco - A livello locale, intendo Questura e Prefettura di Massa-Carrara, non c'erano problemi ma da Prato hanno dato l'alt». Un ulteriore tentativo è stato fatto dal primo cittadino in diretta: ha chiamato il collega di Prato, impegnato nelle celebrazioni del 2 giugno, per informarlo della manifestazione chiedendo di riferire al questore e al prefetto, entrambi presenti alla manifestazione. Poi la seconda mossa: questa mattina dalla segreteria del sindaco partirà una lettera agli organi di Prato per chiedere se sia possibile revocare il divieto. Infine domani alle 12 Zubbani incontrerà nuovamente i tifosi per comunicare l'esito dei tentativi. Trasferta in treno. Ancora prima di sapere se il divieto sarà revocato o se dovrà essere decisa una manifestazione in un'area diversa dallo stadio (la stazione quasi certamente, da dove i tifosi azzurri potrebbero comunque farsi sentire dai giocatori), i supporter hanno deciso di organizzare la trasferta lo stesso. Andranno in treno, tutti insieme e invitano tutti a partecipare a una trasferta che garantiscono sarà tranquilla e all'insegna del sostegno alla squadra. Il ritrovo è alla stazione di Avenza alle 13, la partenza alle 13,35. La memoria dei tifosi è al giugno 1998, quando arrivarono in più di mille al Lungobisenzio e non ci furono incidenti di sorta. Niente diretta televisiva. Domenica, a meno di cambiamenti dell'ultima ora, non ci sarà nessuna diretta televisiva sulla Rai. In settimana era stata ventilata l'ipotesi di garantirla per ordine pubblico, però poi nessuno si è interessato per allestirla. Zubbani ha chiesto ai tifosi se erano interessati, in tal caso l'amministrazione carrarese si sarebbe attivata con gli organi preposti per chiederla ufficialmente ma il tifo organizzato ha rifiutato. Vedremo se ci saranno cambiamenti in questi ultimi due giorni. «Sì ai pratesi a Carrara». Come annunciato ieri, anche i tifosi del Prato non tesserati il 12 giugno non potranno venire a Carrara. La decisione, speculare a quella riservata ai tifosi azzurri, è stata ufficialmente confermata. Ma da Carrara i tifosi, in un gesto di solidarietà, chiedono che almeno ai pratesi sia concesso di venire: «Non vogliamo ripicche - hanno detto ieri - noi non sappiamo se ci daranno la possibiltà di andare ma sarebbe giusto che almeno i pratesi potessero venire ad assistere alla gara di ritorno. Noi siamo favorevoli ai pratesi a Carrara». Ma anche in questo caso, essendo prevista la reciprocità delle decisioni, ben difficilmente i sostenitori biancazzurri potranno avere un trattamento diverso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
