La protesta
Abati: «Ci meritiamo la serie A2»
Cristian Iozzelli
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Mario Abati presidente dellAsd Pallamano Prato Pallamano, sfumata la promozione si pensa al ripescaggio
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PRATO. La Pallamano Prato ha visto sfumare la promozione sul campo, ma resta il grande campionato disputato e la speranza di accedere alla serie A2 attraverso altre vie... magari un ripescaggio che sarebeb più che meritato. Il presidente Mario Abati ci sta pensando su: «La grande passione mostrata venerdì dal pubblico pratese ci porta a fare alcune riflessioni. Ovvero, che Prato è pronta per riavere una pallamano di vertice. In settimana, tutto lo staff dirigenziale si riunirà. Faremo delle valutazioni, ma credo che tutti quanti si meritino la serie A2. Non anticipo nulla, dovremo calcolare bene per non fare errori». Il colpo d'occhio del PalaEstra ha riportato gli appassionati indietro di qualche anno. «Ho visto una cornice di pubblico meravigliosa - dice Abati - Il palazzetto non è mai stato così pieno. Il pubblico pratese non ha dimenticato la pallamano e di questo devo ringraziarlo. Il mio rammarico più grande è proprio quello di non aver saputo dare una gioia a queste persone, arrivate in massa a sostenerci. Faccio i doverosi complimenti al Tavarnelle, ma anche alla mia squadra e allo staff tecnico. Abbiamo affrontato l'ultima partita senza due giocatori e con qualche infortunio affiorato nel corso del match». E proprio sul gioco duro del Tavarnelle si incentra il commento del dopogara del tecnico Sergio Cavicchiolo. «Ci accusavano di giocare duro, di fare difese sporche. Penso che dopo aver visto quest'ultima partita quelli del Tavarnelle possono tapparsi la bocca. Gli arbitri hanno permesso loro una difesa molto dura, contro la quale non c'è stato nulla da fare. Abbiamo avuto diversi giocatori infortunati, problemi per Fondelli, Moro e Stefanelli. A prescindere poi dalle assenze di Moradei e Guazzini che ci trasciniamo dietro dal match di andata». Sul futuro, pochi giri di parole per il tecnico. «La società è solida, il settore giovanile sta crescendo. La passione a Prato non manca, non sarà questa sconfitta a fermarci. Sono un pratese d'adozione e mi sento pratese in tutto e per tutto. Sono orgoglioso di lavorare qui, non cambierei questa piazza per niente al mondo».
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