Il Tirreno

Prato

Deborah Bianchi, 19 anni e una grinta da veterana come arbitro di calcio

Paolo Tiberio
Deborah Bianchi premiata durante un torneo l’estate scorsa
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Deborah Bianchi premiata durante un torneo l’estate scorsa

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 PRATO. Aspetto giovane anzi giovanissimo, atteggiamento da veterana. Due caratteristiche che descrivono in sintesi la giovane direttore di gara Deborah Bianchi (19 anni), che fra le sue recenti attività ha arbitrato il match di Coppa provinciale tra Vergaio ed Olimpia Tavola. Un incontro tenuto sempre sotto controllo nonostante interventi duri e proteste talvolta veementi da parte degli atleti di entrambe le compagini.  Deborah, può dirmi quando è arrivata la "vocazione" di fare l'arbitro?  «Circa due anni fa, ho seguito un po' le orme di mio padre, anche lui arbitro. Ho fatto il corso per direttore di gara alla federazione e da circa un anno e mezzo dirigo gli incontri di terza categoria».  Qual è stata la prima partita che ha diretto? Come si è sentita prima del suo battesimo del fuoco?  «Il mio primo incontro è stato una partita di un torneo estivo della categoria giovanissimi a Poggio a Caiano. Ero abbastanza tesa logicamente, e durante la partita la tensione era un po' aumentata; ma alla fine è andato tutto bene, senza incidenti».  Ma ha mai giocato a calcio? Voglio dire ha mai militato in qualche squadra femminile?  «Non ho mai giocato a calcio, lo sport che praticavo era la danza, poi ho seguito le orme di mio padre, anche se adesso non arbitra più ed è diventato un osservatore».  Tuo padre ti ha mai dato qualche consiglio prima o dopo la partita, qualche suggerimento su come evitare qualche sbavatura?  «Mio padre mi segue molto spesso e mi corregge se ha visto qualche errore che ho fatto durante la gara, mi riprende sulla posizione da tenere in campo durante lo svolgimetno del gioco e molti altri consigli che sono utili per un giovane direttore di gara. Ma lo fa senza pressione e soprattutto senza giudicare, insomma mi consiglia senza essere troppo oppressivo».  Pensi che presto le donne seguiranno il tuo esempio?  «Me lo auguro. Soprattutto in un mondo, che come quello del calcio, è occupato da una netta maggioranza maschile. Un aumento delle donne in questo settore non sarebbe un danno, anzi...»  E'capitato poche volte che le donne arbitrassero una partita di calcio, e quelle poche volte sono rimaste soffocate dalle proteste degli atleti. Lei invece ha redarguito anche con molta decisioneduro diversi giocatori e qualche volta pure gli staff in panchina. E' così determinata anche nella vita di tutti i giorni?  «Di solito sono un po' più pacata fuori dal campo - sorride - Il fatto è che quando sei dentro il terreno di gioco, l'adrenalina sale a mille e qualche volta i giocatori hanno troppo impeto anche nelle proteste. L'arbitro deve cercare di impedire che l'agonismo degeneri, anche agendo con polso».  La partita è stata vista anche da due osservatori della classe arbitrale? Pensa ad una possibile promozione di categoria?  «Non lo so... speriamo».  

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