Il dolore
Nardi: «Il cammino intrapreso è quello giusto»
Alessio Alessi
Il dirigente del Prato 2000 analizza la situazione del volley femminile a metà percorso
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PRATO. Fine del girone d'andata in testa alla graduatoria per il Prato Virtus Carmignano e bilancio doveroso. Un bilancio che, dopo il punto fatto con il tecnico Federico Fiaschi a fine dicembre, ora facciamo con Luca Nardi. Dirigente del Volley Prato 2000 e terzo attore, assieme a Pallavolo Carmignano e Team Volley Prato di quell'"ente cordiale" che l'estate scorsa ha decretato la nascita della realtà PVC. Allora Nardi partiamo da una provocazione. Il PVC è la prima squadra del Prato Volley Project, è sentita come tale o è un'altra realtà? «E' assolutamente la nostra prima squadra. La sentiamo tale e questo a prescindere dai risultati che sta ottenendo e che otterrà in futuro». Allora non potete non essere felici di come sta andando la prima squadra. «Bilancio strapositivo. E' un gruppo che sta facendo grandi cose ed il fatto di essere prime in classifica con quattro ragazze molto giovani in rosa rende ancora più importanti i risultati raggiunti fino ad ora. Forse ancora neppure loro si stanno rendendo conto di quanto è importante quello che stanno facendo». Durante la pausa festiva Federico Fiaschi ha fatto il punto sull'avventura Prato Virus Carmignano. Il tecnico ha formulato delle proposte ed ha lamentato qualche mancanza. D'accordo su tutto? «Parto dalle proposte e dico che sono perfettamente in accordo con quanto detto da Fiaschi. Condivido in pieno che in futuro dovremo parlare di una programmazione lungimirante che veda il vivaio lavorare in funzione della prima squadra. Del resto, questo è il nostro intento fin da quando siamo nati come Progetto. Anche quando a disputare la serie C c'era il Volley Prato 2000, l'idea di base era che tutto il giovanile dovesse poi finalizzare il lavoro alla prima squadra. In passato non sempre è stato così ma oggi vediamo che quella è la strada giusta da percorrere. C'è una serie C, abbiamo due serie D ed a scendere tutta un'altra serie di formazioni che disputano i campionati minori. Insomma, il movimento che ruota intorno al Prato Volley Project è importante e penso che si stia chiudendo il cerchio di quello che abbiamo creato nel 2006». Passiamo alla seconda parte della risposta. «Fiaschi, se non ricordo male, ha lamentato uno scarso coinvolgimento della realtà PVC negli incontri dirigenziali e tecnici del Progetto. E' vero ma è frutto di una scelta condivisa. La Pallavolo Carmignano, di fronte al nostro invito ad essere da subito parte integrante del Prato Volley Project, ha scelto di rimanere alla finestra e noi abbiamo rispettato quella scelta. E' giusto non avere fretta e ponderare le situazioni con estrema calma. Quando, però, decideranno di entrare a pieno titolo nel Progetto, sanno perfettamente che le porte sono aperte, come sempre». D'accordo con Fiaschi anche sulla genesi di questa collaborazione e cioè che, per quanto vi riguarda, tutto è stato reso più semplice dalla retrocessione della vostra prima squadra? «E' vero. La retrocessione ed il cambio generazionale del nostro principale gruppo di atlete ci ha forse spinto ad accelerare i tempi verso una collaborazione dalla quale, però, guadagniamo tutti. Carmignano, scendendo a Prato, ha trovato visibilità, ha potuto mettere in rosa giocatrici importanti ed altre più giovani che, aldilà dell'appartenenza societaria, sono comunque frutto del lavoro del Progetto». Insomma, nonostante le diffidenze iniziali e le tante difficoltà che questa collaborazione sta incontrando, direi che, al netto delle parole sue e di Fiaschi, sono più i punti di contatto che non le divergenze? «E' vero, ne sono convinto. Quello che abbiamo intrapreso è un cammino giusto e dobbiamo avere il coraggio di percorrerlo fino in fondo. Gli unici che possono rovinare tutto siamo proprio noi dirigenti con le nostre diffidenze reciproche».
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