Il Tirreno

Prato

Gli inglesi, con le loro maglie colorate, hanno passeggiato per il centro della città definendolo «lovely»

Quando rugby vuol dire amicizia

 Riccardo Tempestini
I tifosi degli Harlequins hanno colorato il centro ieri mattina con la loro simpatia e coi colori degli Arlecchini
◗
I tifosi degli Harlequins hanno colorato il centro ieri mattina con la loro simpatia e coi colori degli Arlecchini

I tifosi delle due squadre a pranzo insieme così come accadde a Londra

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Gli Arlecchini inglesi hanno vinto dentro e fuori il campo. Nessun dubbio sui meriti di una vittoria, pronosticata sui 150 anni di storia, oltre che dall'abisso fra il rugby italiano e quello d'Oltremanica, ma ieri prima e dopo la partita contro i Cavalieri al Lungobisenzio i 500 tifosi degli Harlequins hanno fatto vedere i sani principi del rugby.  Amicizia soprattutto, con calorosi abbracci quando hanno incrociato quei pratesi volati in ottobre a Londra per la partita d'andata, con cui avevano bevuto una birra insieme nel terzo tempo, com'è accaduto anche ieri pomeriggio, tanto che dopo i turni del pranzo, prima del fischio d'inizio, era già finita la birra al "Villaggio Cavalieri". Già venerdì pomeriggio così come ieri mattina si sono visti per le vie del centro coppie o gruppetti di londinesi con la caratteristica maglia, come per esempio la famiglia di Phil, un "chemist" di 44anni che aveva fatto stampare le tshirt per moglie e figli con stemmi, date e simboli delle 2 squadre per ricordare l'evento, oppure Mike, 60 anni alloggiato all'hotel San Marco con la moglie, entusiasta della camminata in centro di una Prato "lovely". Eppoi il contabile Steve, a cercare di ricordare il "red wine" la sera prima ai tavoli di un locale nel corso, ma per tutti tre comuni denominatori, il "good price", la bistecca e la visita a Firenze programmata per oggi e alcuni anche per domani, prima di riprendere i voli da Bologna, Pisa e Peretola per Londra. Da parte pratese era stato fatto il possibile per facilitare il soggiorno agli ospiti inglesi, soprattutto grazie all'ottimo lavoro svolto dagli Scudieri, i supporter dei Cavalieri, ma anche per contraccambiare l'accoglienza ricevuta a Londra. Già venerdì sera alla cena alle Scuderie medicee, allestita dalla Provincia e dal comune di Poggio a Caiano, i dirigenti e i rappresentanti dei tifosi degli Harlequins, chiamati "Queenssa", avevano fatto capire di aver molto apprezzato l'accoglienza pratese. Oltre agli inglesi, fra i 3700 presenti al lungobisenzio c'erano tantissimi toscani, soprattutto da Siena, Lucca, la cintura fiorentina con Sesto in testa, i cugini fiorentini amanti del grande rugby, ma alcuni gruppetti erano arrivati anche dalla Puglia e dalla Calabria, come si leggeva dagli striscioni in tribuna ferrovia. Ma c'erano soprattutto i pratesi, giovani e meno giovani, tante mamme e papà con i bambini, alcuni per la prima volta a seguire una partita di rugby, come il sindaco di Vernio, Paolo Cecconi e forse anche per quello di Poggio a Caiano, Marco Martini. Invece ormai esperti dell'ovale, il presidente della Provincia Lamberto Gestri, davvero molto soddisfatto di vedere lo stadio pieno, seduto accanto all'assessore Napolitano, mentre ora sta cercando di imparare tutte le complicate regole l'assessore allo sport Matteo Grazzini, che aveva portato anche Sara, la figlia di pochi mesi, così come il suo predecessore Aldo Milone, seduto accanto ai colleghi Mondanelli e Ballerini. Il politico che invece sa davvero tutto sul rugby è Stefano Ciuoffo, uno dei fondatori dei Cavalieri, ieri agitatissimo per tutti gli 80 minuti, sicuramente di più che alle primarie del Pd.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa