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Prato

Tafi, un universitario invitato a difendere i colori biancazzurri

Lorenzo Tafi in azione con la maglia del Prato
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Lorenzo Tafi in azione con la maglia del Prato

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 PRATO. E' arrivato dalla Fiorentina lo scorso luglio e con la maglia del Prato calcio, proprio domenica scorsa, contro la capolista Carpi, è tornato titolare e per l'intera partita, dopo una lunga assenza. Lorenzo Tafi, empolese, classe 1991 ha tanta voglia di farsi conoscere e di rendersi utile alla sua squadra. Difensore di fascia destra, ha giocato tra le fila del Gavorrano lo scorso anno, portando a termine, con 29 presenze, un ottimo campionato.  Da anni cerca di mettere le basi per un futuro nel calcio professionistico ma nel frattempo resta coi piedi per terra, cercando anche strade alternative e per questo non sta rinunciando allo studio.  Lorenzo, sei approdato da quest'anno al Prato. Come ti trovi e come hai vissuto questo cambiamento?  «Il Prato è senza dubbio una piazza importante e come tale richiede più sforzi della serie D. Per me che non ero abituato all'inizio è stata un pò dura, ho dovuto adattarmi ma ora sta andando molto meglio».  Da quanto tempo ti dedichi al calcio e cosa ti ha spinto a scegliere proprio questo sport?  «Ho iniziato a 5 anni a Castelfiorentino. La passione per il calcio è una cosa di famiglia: LO pratichiamo tutti, a vari livelli, diciamo che ce lo siamo tramandati. Perciò non avrei potuto scegliere uno sport diverso da questo».  Sei tra i più giovani della squadra: pensi già che il tuo futuro sia nel calcio o non ti precludi altre possibilità?  «Diciamo che spero sia nel calcio e da un pò di anni a questa parte sto cercando di fare il possibile in questo senso. Nella vita non si sa mai comunque, sempre meglio tenere più porte aperte: per questo mi sono iscritto all'Università di Firenze, alla facoltà di Economia e commercio».  Tra partite, allenamenti e università riesci a conciliare tutto quanto? Ti resta un pò di tempo per te?  «Un pò a fatica ma riesco a mettere insieme tutto. Prima ci sono gli allenamenti, poi cerco di studiare: certo, non riesco a frequentare le lezioni,sto tentando di farne a meno e restare in pari sarà se non impossibile certamente molto difficile. Ma di certo ci voglio provare. Quanto a interessi personali, non mi resta molto tempo: esco con gli amici, vedo la mia ragazza, ascolto musica ma di più non posso e non riesco a fare».  Nel tuo ruolo hai dei giocatori di riferimento, da cui cerchi di trarre ispirazione?  «Difficile dirlo. Non ho dei modelli specifici. Ci sono tanti bravi giocatori che vale la pena seguire, al mio livello c'è ancora molto da imparare».  Per quanto riguarda il campionato in corso, cosa ti aspetti dalla squadra?  «Sono molto ottimista, dopo una partenza un pò in sordina stiamo trovando equilibri nuovi e migliori. Abbiamo le carte in regola per fare davvero un buon campionato. Personalmente sento di dover trovare ancora uno spazio mio, spero di trovare la possibilità di inserirmi al meglio e di dare veramenti di più alla squadra».  E per quanto riguarda la tua carriera quali sono le tue aspirazioni?  «Banale dirlo ma il mio sogno era e resta quello di tutti i bambini che cominciano a tirare i primi calci al pallone: vestire la maglia della Nazionale e partecipare ai Mondiali. Riuscirci sarebbe un sogno».

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