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Prato

Visibelli, un difensore fra libri di scuola e calcio che conta

Rocco Visibelli difensore alla prima stagione col Prato
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Rocco Visibelli difensore alla prima stagione col Prato

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 PRATO. Una vita impegnativa, quella di Rocco Visibelli, divisa tra scuola e pallone. Il giovane difensore del Prato, classe 1992, in forza alla squadra da questa stagione, sta frequentando l'ultimo anno di scuola superiore ma è già da anni che ha fatto del calcio ben più di una passione. Anche per lui il Prato potrebbe essere un trampolino di lancio per una futura carriera e in ogni caso è la sua prima esperienza nel professionismo.  Esperienza che spera si possa concludere con un buon risultato, per lui e per la squadra. E finita la scuola, sarà solo il pallone il suo obiettivo.   Sei a Prato dallo scorso agosto, come ti stai trovando?  «Direi benissimo. Il gruppo è buono, andiamo tutti d'accordo. Poi è assolutamente equilibrato: ci sono tanti ragazzi della mia età ma anche giocatori del calibro di Vieri o Pagliuca, che sono stati in serie A. Senza dubbio per me è un'ottima esperienza e posso imparare tanto».  A quando risalgono i tuoi esordi nel pallone e quando hai capito che il calcio diventava importante per il tuo futuro?  «Il calcio è sempre stata la mia passione. Ho iniziato talmente da piccolo che non mi ricordo neppure l'età precisa, probabilmente a 5 anni, al Cerbaia, per poi passare al San Casciano. All'inizio era solo uno sport, come fanno tanti altri ragazzini poi però all'età di 12 anni sono passato al Siena e da questo momento ha iniziato a diventare sempre più importante e a occupare gran parte del mio tempo. In questo mi sono sempre stati vicini i miei genitori, che mi hanno incoraggiato ad andare avanti, come tuttora fanno».  Devi ancora prendere la maturità e ti dividi tra studio e campi di calcio. Tra allenamenti, partite, libri, ti rimane del tempo libero?  «Obiettivamente me ne rimane molto poco ma cerco di gestirlo al meglio. Più che altro sono libero la sera, al giorno tra scuola e allenamenti non ho mai un attimo libero: più che altro cerco di vedere gli amici e la mia ragazza. Ma in realtà non mi pento di questa vita, seppur impegnativa: è da un pò di anni che ho questi ritmi, ormai sono abituato e continuerò a fare il possibile perchè gli sforzi fatti non siano stati vani».  Tutti questi sforzi nell'obiettivo di realizzare un'ottima carriera calcistica immagino.  «Quello che sarà del futuro chiaramente solo il tempo lo potrà dire. Ma dopo quest'anno e dopo aver finito la scuola punterò veramente tutto sul calcio anche concentrandomi su orizzonti più lontani: per ora mi sto facendo le ossa e il Prato calcio è un'ottima possibilità. Poter giocare qui senza dover trasferirmi è stata una fortuna, soprattutto ora che dovevo finire gli studi ma in futuro metto in cantiere anche la possibilità di allontanarmi, se sarà necessario».  Riguardo a questa stagione sei ottimista, sia a livello personale che a livello della squadra?  «Personalmente spero di continuare a stare bene e a poter dare il massimo. Come squadra confido di mantenere costanti i risultati ottenuti: abbiamo un pò faticato ma ora abbiamo raggiunto un buon livello. Se sono ottimista, sì, francamente sì, c'è una buona carica nel gruppo e le premesse per una buona conclusione di campionato ci sono tutte».  Ti ispiri a qualche giocatore in particolare?  «Non c'è un giocatore preciso a cui mi ispiro. Cerco di trarre ispirazione un pò da tutti coloro che giocano nel mio ruolo, guardando attentamente le partite, vedo come si muovono i miei colleghi, giovani e meno giovani. Devo imparare da tutti a questi livelli».

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