Toscana
D'Oria, un pratese che vuole vincere coi colori del Prato
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Gianmarco DOria portiere dellAc Prato 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Un pratese doc che, come tale, spera di vincere nella sua città. Stiamo parlando di Gianmarco D'Oria, classe 1990, uno dei portieri del Prato calcio: dopo l'esordio da bambino nel Maliseti, una carriera tutta in casa la sua, se si escludono i periodi all'Empoli e alle giovanili della Fiorentina, dove militava nell'ultimo anno di presidenza Cecchi Gori. Per lui guadagnarsi i playoff quest'anno sarebbe un ottimo risultato, sia come calciatore che come tifoso. Gianmarco, racconta i tuoi inizi nel calcio. Quando e dove hai iniziato a tirare i primi calci al pallone? «Come tanti bambini, ho cominciato a giocare a 10 anni assieme ad alcuni amici nella società che avevo più vicino a casa, ovvero il Maliseti. Poi ci sono state le giovanili della Fiorentina, l'Empoli e il Prato. Passare dalle giovanili al livello professionistico è stato abbastanza semplice, trattandosi della solita squadra, con giocatori e team che già conoscevo». Ti sei trovato subito bene quindi, anche con i nuovi? «Sì certo, senza problemi. Il direttore sportivo della squadra Mario Masini lo conoscevo già e con altri giocatori avevo già avuto a che fare in precedenza. Gabriele Vangi, ad esempio, mio coetaneo, era con me alla Fiorentina». Quali sono le tue valutazioni sulla squadra in questo momento e quali le tue ambizioni per questa stagione? «Il nostro obiettivo sono chiaramente i playoff e ritengo sia un traguardo facilente raggiungibile. Le qualità le abbiamo tutte: nella squadra infatti c'è il giusto equilibrio tra più giovani e più "anziani". Personalmente vincere a Prato sarebbe il massimo dato che sono nella mia città ed è chiaramente un valore aggiunto». Quali sono invece le tue aspirazioni calcistiche, gli obiettivi della tua carriera? «Come ho già detto cercare di vincere qui, da pratese, sarebbe il massimo. E comunque continuare su questa strada e, piano piano, crescere di categoria». Il tuo futuro lo vedi nello sport? «Sì per adesso sì, anche perchè per il calcio ho fatto tanti sacrifici fin da bambino e non vorrei sprecarli. Anche se, certo, cerco di guardarmi intorno e mettere da parte qualche specializzazioni per avere, sempre e comunque, la possibilità di seguire una strada alternativa. Mi sono diplomato l'anno scorso nel sociale e ho da poco terminato un corso per agente di commercio, seguendo le orme di mia madre, che fa questo lavoro da anni. Forse se non facessi il calciatore cercherei qualcosa nel settore della meccanica ma sinceramente al momento non ho idee particolari: per ora cerco di crescere calcisticamente». Hai un modello a cui ti riferisci, un calciatore che nel tuo ruolo secondo te è da prendere come esempio? «Fin da piccolo ho seguito moltissimo Francesco Toldo. Forse è proprio per lui che da sempre mi piace giocare in porta». Riesci ad avere del tempo libero, nonostante il calcio impegni gran parte della tua giornata? «Adesso sì, perchè gli allenamenti sono nel pomeriggio e, avendo terminato la scuola lo scorso anno, ho le mattinate libere - conclude D'Oria - In realtà anche al di fuori degli orari d'allenamento continuo a tenermi in forma, andando in palestra: come squadra abbiamo la convenzione e mi sembra una buona opportunità da sfruttare. In ogni caso a questo livello non ci possiamo lamentare e tempo per divertirci ed uscire con gli amici ne abbiamo».
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