Il Tirreno

Prato

Tommaso Morosini Calcio e università nel presente pratese

Tommaso Morosini è alla prima esperienza col Prato
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Tommaso Morosini è alla prima esperienza col Prato

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 PRATO. Giovanissimo e già da molti paragonato ad un centrocampista di livello nazionale come Andrea Pirlo. Tommaso Morosini, classe 1991, ha però i piedi ben piantati per terra e, dividendosi tra i campi di calcio e l'università, cerca solamente di fare del suo meglio. Arrivato al Prato, come il suo compagno di casa e di squadra Luca Ferri dall'Albionleffe, è alla sua prima esperienza nel calcio professionistico e di questo vamolto orgoglioso.  Tommaso, sei anche tu venuto via dalla tua città per emigrare in Toscana. Come ti ha accolto la città di Prato? E la società?  «Bene, molto bene. La gente è molto socievole e non ho fatto fatica ad adattarmi anche se è nel mio carattere legare subito con le persone. La stessa cosa vale per i compagni di squadra. Anche la tifoseria mi piace, anche se in questi tre mesi non ho avuto modo di parlare con nessuno. Ho notato però che è molto attaccata alla maglia e molto orgogliosa. Per me poi venire qui è stato un traguardo importante, mi ha permesso di entrare nel mondo del calcio vero: la squadra è in C2, è una piazza importante».  Abitare con i tuoi colleghi bergamaschi Ferri e Piantoni ti ha agevolato? Com'è nata questa scelta?  «Ci troviamo bene, Ferri giocava con me già l'anno scorso, Piantoni lo conoscevo di vista perchè quand'ero tra gli allievi dell'Albinoleffe lui era già nella prima squadra. Direi che mi sarei comunque trovato bene, il fatto di vivere insieme rappresenta più che altro una comodità: quando vogliamo tornare a casa nei fine settimana torniamo insieme con una sola auto».  A che età risalgono i tuoi primi calci al pallone? E' stato qualcuno in particolare a convincerti di praticare questo sport?  «Ho iniziato molto piccolo, a 6 anni. Strano ma vero è stato mio nonno a trasmettermi la passione per il pallone: nel suo giardino di casa installò una porta e mise addirittura un faro per farmi giocare anche col buio. Così ho pensato bene di dedicarmi al calcio nella società dell'oratorio del mio paese».  Tra allenamenti e partite ti resta un pò di tempo libero? Ti dedichi a qualcosa in particolare?  «Di tempo libero ne ho sicuramente di più dell'anno scorso visto che andavo ancora a scuola e tra lezioni al mattino e allenamenti nel pomeriggio non avevo mai un momento per me. Quando non mi alleno studio: mi sono infatti iscritto alla facoltà di Filosofia dell'Università di Firenze, seguendo così anche un'altra mia passione. Spesso e volenteri però torno a casa o vado a trovare la mia fidanzata che studia a Milano».  Hai un calciatore di riferimento nel tuo ruolo? In molti ti paragonano a Pirlo, è forse lui il tuo modello?  «Sì se devo pensare a un riferimento calcistico penso a lui, perchè ha un tipo di gioco simile al mio o perlomeno simile a quello che vorrei avere. E' infatti un pò presuntuoso per me dire parlare di lui, che è stato in serie A e in nazionale, come di calciatore di riferimento: ora sono appena agli inizi della carriera e non oso neppure paragonarmi a lui».  Che cosa speri per il campionato in corso?  «Quest'anno spero di dimostrare di poter far carriera. Questo salto in C2 per me rappresenta un trampolino di lancio fondamentale».  E dalla tua carriera cosa ti aspetti?  «Inutile dirlo ora, vedrò come si evolve la mia posizione nei prossimi 4 o 5 anni. Ovvio che come tutti spero di arrivare in serie A ma per adesso è ancora lontana: meglio concentrarsi sul presente».

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