Sicurezza
Pallavolo, tifoseria indifferente
Alessio Alessi
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Federico Fiaschi Fiaschi: «Ma la squadra aveva bisogno di essere sostenuta»
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PRATO. A San Paolo fa freddo, almeno per il Prato Virtus Carmignano. La prima in casa della squadra allenata da Federico Fiaschi e nata dalla collaborazione tra Pallavolo Carmignano, Team Volley Prato e Volley Prato 2000, ha lasciato l'amaro in bocca ad atlete, staff tecnico e parte della dirigenza, e questo aldilà dell'amara sconfitta maturata al termine della sfida con Arezzo. Quello che ha stupito il Pvc è stato il clima freddo, quasi indifferente, di gran parte del numeroso pubblico intervenuto. Un atteggiamento forse spiegabile con le tante storie, con le rivalità reciproche, che questa collaborazione ha alle spalle. Un atteggiamento che, comunque, ha sorpreso il Prato Virtus Carmignano che, per bocca del suo tecnico Federico Fiaschi, spiega le sensazioni vissute dalla sua squadra nel pomeriggio di sabato. «Siamo venuti a Prato pienamente convinti della nostra scelta e dei rischi che questa comportava - dice Fiaschi - Il clima freddo che abbiamo trovato sabato, però, non l'ho capito. Era l'esordio e la squadra aveva bisogno di essere sostenuta. Invece a sostenerci incondizionatamente sono stati solo i tifosi venuti da Carmignano e le famiglie delle atlete. Il resto del palazzetto, pur pieno in maniera considerevole, è rimasto freddo, quasi distaccato». Una sensazione personale o qualcosa che hanno avvertito anche le ragazze? «Senza con questo giustificare la sconfitta, alcune ragazze sono rimaste intimorite dal clima che hanno trovato e non hanno certo reso al meglio. E' un disagio che mi hanno esternato a fine gara e, comunque, lo si è visto bene durante il match». Le due sconfitte non possono bastare a spiegare una, chiamiamola, carenza d'entusiasmo? «Sabato eravamo all'esordio casalingo e penso che il calore in una circostanza simile è il minimo che ti puoi attendere. Per quanto riguarda i risultati, poi, voglio subito chiarire che nessuno ha mai detto che questa squadra deve vincere alcunchè. Abbiamo nove ragazze su dodici nuove, abbiamo titolari giovanissime che provengono da campionati e categorie inferiori, abbiamo ragazze a cui da anni manca la continuità nell'impiego, abbiamo, infine, un regista che è rimasto fermo per 18 mesi. Insomma, sfido chiunque a dire che una squadra del genere deve partire per spaccare il mondo. Siamo un buon gruppo ma abbiamo bisogno di tempo. Questo nessuno lo ha mai nascosto nessuno». Insomma, cosa chiedete al vostro nuovo pubblico? «Di darci fiducia e calore. Siamo a Prato per provare a creare qualcosa di positivo insieme alle altre società presenti sul territorio e proveremo a fare la nostra parte per coinvolgere tutti in questa avventura e per farli appassionare alla nostra squadra».
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