Il Tirreno

Prato

Una festa londinese per 250 tifosi pratesi

P.P., R. T.
L’ingresso delle due squadre in campo
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L’ingresso delle due squadre in campo

Molti ragazzi U.12 e anche qualche politico al seguito dei tuttineri

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 LONDRA. Al Twickenham Stoop Stadium i tifosi arrivano soprattutto in treno. Tutti hanno almeno la maglia degli Harlequins ma poi c'è chi sfoggia il giubbotto, il cappellino e i bambini arrivano con il viso colorato di celeste e di giallo. Ma non mancano tutti i colori perché gli Harlequis si chiamano così proprio richiamandosi al nostro Arlecchino. E i pratesi? Il nero predomina con magliette, cappellini e giubbotti e sono tutti e duecentocinquanta nella curva alla sinistra della tribuna vip. Il loro coro di incitamento è spesso accolto con grande rispetto dai tifosi londinesi. E c'è addirittura il dirigente Andrea Gori che con il suo assolo alla Pavarotti riscuote ben due applausi a scena aperta da tutta la tribuna vip.  Vittorio Rossi e Emanuele Trechas dell'Under 12 dei Cavalieri sono con gli occhi lucidi e con la bocca aperta. Guardano dappertutto questo tempio della pallaovale che è un vero e proprio mito. Con loro almeno un'altra decina di ragazzi della stessa categoria capeggiati dai dirigenti Fabrizio Colzi e Realdo Barontini. «Certo potevamo fare di più - ha sentenziato Emanuele, accompagnato anche dal padre ex rugbista, Saverio - Ma mi sono divertito a stare in questo stadio».  Al Twickenham Stoop c'è anche l'assessore allo sport del comune, Matteo Grazzini. «Sono impressionato da questo stadio che non è enorme ma è meraviglioso per la sua funzionalità - dice l'assessore - La società degli Harlequins ci ha ricevuti con tutti gli onori ed è davvero un altro modo di vivere lo sport. Peccato non essere riusciti a fare un buon risultato ma è stato bello lo stesso vedere il nome di Prato arrivare fino qui».  Sulla struttura gli fa eco Matteo Biffoni, consigliere comunale del Pd di Prato, anche lui al seguito dei Cavalieri insieme ad un gruppo di ultras del Prato che hanno approfittato della giornata di sosta della Seconda Divisione di calcio per azzardare la trasferta londinese.  «Mi auguro che i nostri amministratori presenti - dice Biffoni - abbiano visto il tipo di struttura in cui siamo stati ospiti e che ne prendano spunto per realizzarne magari una simile anche a Prato».  A fine partita i Cavalieri non hanno lasciato il campo prima di andare sotto la tribuna dei tifosi pratesi per salutarli. Un contatto fisico visto che il campo di Twickenham non ha recinzioni e c'è solo una balaustra alta poco più di un metro a dividere il pubblico dai giocatori. Un fair play da impazzire.  Sugli spalti anche il gruppo organizzato dagli Scudieri, i supporters organizzati che prima del match sono stati a pranzo con i tifosi degli Harlequins nel famoso Cabbage Patch Pub lungo la London Road. Un pranzo a base di roastbeef e birra... soprattutto birra.  Come ultima nota di colore c'è da segnalare che i Cavalieri, causa il grande traffico, sono arrivati solo un'ora e mezza prima del match. I commissari della Amlin Challenge Cup si erano anche un po' preoccupati perché non è mai successo che una squadra arrivasse con così poco tempo prima del match. Ma a tranquillizzare i commissari ci hanno pensato alcuni dirigenti dei Cavalieri che invece sono arrivati allo stadio con largo anticipo.

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di Redazione web