Il Tirreno

Prato

Brunelli sogna con il Milan

Andrea Incerpi
Matteo Brunelli con la maglia del Milan che lo ha acquistato a titolo definitivo dal Prato
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Matteo Brunelli con la maglia del Milan che lo ha acquistato a titolo definitivo dal Prato

Portiere, 16 anni, ha iniziato con la Tobbianese

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 PRATO. Ci sono occasioni che capitano una sola volta nella vita, decisioni difficili da prendere ma che davvero possono cambiare il corso del proprio futuro, come è successo a Matteo Brunelli, giovane portiere classe '94, che ha lasciato la piccola Prato, dopo aver militato un anno nella squadra biancazzurra dei lanieri, per approdare nella grande metropoli di Milano e vestire la blasonata casacca rossonera dell'Ac Milan. Tutto è avvenuto il giugno scorso, quando il giovane Matteo, dopo aver sostenuto un provino per i rossoneri partecipando ad un torneo ad Alessandria, è stato segnalato al procuratore Battistini dal preparatore dei portieri della Fiorentina, Betti. Sono bastati pochi contatti affinchè la società milanista potesse decidere per l'acquisto a titolo definitivo.  Matteo, un salto così rapido e dirompente che sembra quasi impossibile: cosa hai pensato nel momento in cui ti è stato proposto il trasferimento?  «Fin da subito sono stato convinto della mia scelta e dopo la settimana di tempo che ho avuto a disposizione per decidere non ho esitato: sono molto contento per come siano andate le cose».   Un connubio perfetto, non fosse per la tua fede calcistica che, da quanto è risaputo, è sempre stata forte per i cugini dell'Inter.  «E' vero (ride), tifo Inter sin da quando ero piccolo ma a volte è giusto mettere da parte certi sentimenti e pensare da professionisti: in ogni caso non si può neppure rinnegare il passato».  Proprio a proposito di passato, ci racconti da dove è maturata la tua passione per il calcio?  «Pur avendo fatto nuoto fino a 6 anni il mio sport preferito è sempre stato questo; mio padre non era appassionato di calcio, almeno fino ad ora, per questo la passione che ho coltivato è innata e dipende interamente da me».  Ripercorrendo le tappe della tua giovane carriera, puoi farci un breve riepilogo delle squadre dove hai militato prima di approdare in rossonero?  «Ho iniziato a giocare a calcio nel Fattoria, divenuto poi CF2001, dove sono rimasto per tre anni. Successivamente sono passato alla Pistoiese rimanendovi fino all'età di 15 anni. Terminata questa parentesi sono tornato nella mia città ingaggiato dall' Ac Prato per lo scorso anno. Ed infine eccomi qui».  Sei al Milan ormai da qualche mese, hai partecipato a tutta la preparazione estiva e adesso ti stai per accingere ad entrare nel pieno della stagione: com'è stato il primo impatto con il nuovo ambiente?  «Molto positivo, direi. La società ha dimostrato grande professionalità e tutto l'ambiente attorno a me sembra davvero eccezionale, a cominciare dall'allenatore Cesare Beggi e dal preparatore dei portieri William Vecchi, quest'ultimo, uomo fidato di Ancelotti e dunque molto attento al rapporto tra staff e giocatori. Anche i compagni di squadra sono ottimi ragazzi e questo facilita sicuramente il mio inserimento».  Hai scalato i gradini del calcio che conta già giovanissimo. Guardandoti indietro, ci sono state delle persone che ti hanno aiutato a raggiungere questo traguardo?  «Il mio primo ringraziamento va senza dubbio ai miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto dandomi totale libertà di scelta. In seguito vorrei ricordare Ennio Quintavalle, Andrea Puggelli e Nicola Melani, rispettivamente preparatori dei portieri al tempo del CF2001, Prato e Pistoiese, dai quali posso dire di aver imparato molto, sia a livello morale che ovviamente calcistico».  Matteo in bocca al lupo per la tua futura e, si spera gloriosa, carriera.  «Crepi. L'opportunità l'ho avuta, adesso sta a me giocarmi il tutto per tutto. Testa sulle spalle e determinazione: è questa la strada che voglio seguire».

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