La manifestazione
Fogacci: «Il Prato è una buona squadra». La polizia ha identificato tutti gli steward presenti nello stadio
Basilico: «Così non va, non c'è gioco»
Vezio Trifoni Cristian Iozzelli
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Morosini affronta Verachi sulla fascia destra Il bomber laniero è polemico: «Solo lanci lunghi e niente palle a terra»
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PRATO. Tra le tante impressioni raccolte nel dopogara le parole di Pasquale Basilico sono uscite un po' dai classici schemi retorici. Il bomber pratese, alla terza rete in una settimana, non ha risparmiato critiche al gioco della squadra. Niente di clamoroso, forse solo l'insoddisfazione nel vedere che le proprie prodezze personali finora non hanno regalato vittorie ma solo pareggi in extremis. Sta di fatto che anche a Giulianova Basilico aveva mostrato qualche perplessità per il sistema di gioco adottato da Bellini. Queste le sue frasi di ieri: «Sono contento per la rete ma dobbiamo migliorare molto sul piano del gioco. Oggi (ieri, ndr) sono arrivati troppi lanci lunghi dalla difesa e in questo modo per me e Vieri è difficile duettare e trovare i tempi giusti». Ma le considerazioni del bomber non sono finite qui: «E' mancato il giusto filtro tra la difesa e l'attacco, i reparti dovrebbero stare più vicini e dovremmo giocare di più con la palla a terra». Parole che di rado escono dalla bocca di un giocatore, in genere sempre pronto ad assecondare le scelte del proprio tecnico. Basilico conclude dicendo che «il nostro obiettivo è quello di restare nelle prime posizioni, mentre a livello personale mi piacerebbe riuscire a battere il mio record di sedici gol». Ma ieri, spunto finale a parte, il numero 11 biancazzurro si è visto davvero poco ed è un peccato che la squadra non riesca a sfruttare appieno la sua condizione, che sembra già buona. Chi si sono visti invece sono gli steward della sicurezza che sono stati tutti identificati dalla polizia per verificarne la loro presenza, dopo quanto emerso da una inchiesta della magistratura su altri stadi dove, sembra, più stewart risultavano contemporaneamente in stadi diversi. Poi sono stati protagonisti di una zoommata di una tv locale che ha mostrato otto di loro a «guardia» di due soli ultras del San Marino. La società aveva cercato di far tornare il pubblico al Lungobisenzio con prezzi popolari (5 euro la curva e 1 euro i ridotti) per una gara dove il Prato affrontava una diretta avversaria, ma così non è stato con soli 300 spettatori di cui molti in tribuna provenienti dalla città del Titano. La disaffezione dei tifosi e dei pratesi continua, anche se la società cerca di trovare tutte le soluzioni, ma i buoni propositi devono essere corrisposti con risultati importanti. Ormai il Prato è da troppi anni in una categoria che non interessa il pubblico e molti preferiscono altri sport (l'esempio del rugby è evidente) o andare a vedere la loro squadra del cuore in serie A. Ma chi invece segue sempre il Prato, perchè nato nel quartiere Nord è Fogacci, difensore del San Marino, che segue sempre la squadra della sua città. «Un tempo per uno con il Prato che ha giocato bene nel primo mentre nel 2º meglio noi - dice Fogacci - il risultato di parità è giusto. Noi non abbiamo obiettivi ma giochiamo gara dopo gara». Come hai visto il Prato? «E' una buona squadra soprattutto davanti e con gente di esperienza dietro come Lamma e Collacchioni. Ogni lunedì guardo cosa ha fatto. Da buon pratese».
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