Il Tirreno

Prato

«Ho un collettivo che se è al completo, può fare grandi cose nel campionato di Eccellenza»

Cavallaro: «Credo nel Calenzano»

 Andrea Incerpi
Lorenzo Cavallaro
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Lorenzo Cavallaro

Il tecnico è alla prima esperienza con la squadra senior rossoblù

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 CALENZANO. E' un Lorenzo Cavallaro a 360 gradi quello che si presenta dopo la seduta settimanale di allenamento. Da otto anni tra le fila del Calezano, prima come preparatore atletico e poi come allenatore in seconda, quest'anno Cavallaro ha ricevuto l'incarico di sedersi sulla panchina della prima squadra da traghettare lungo il cammino del campionato Eccellenza.  Mister, per lei una nuova esperienza all'interno di un ambiente che conosce alla perfezione. Come si sente?  «Molto bene, direi, dal momento che rimanere qui a Calenzano è sempre stata la mia priorità, pur avendo ricevuto anche offerte importanti; penso a quella del Siena, che tre anni fa mi aveva cercato per allenare gli Allievi nazionali, o a quella della Fortis Juventus di Borgo S.Lorenzo. Ho sempre creduto in questa società e perciò allenare la prima squadra nient'altro può essere che motivo di grande soddisfazione».  L'anno scorso il Calenzano è retrocesso dalla serie D in Eccellenza al termine di una stagione piuttosto travagliata: trova difficile ripartire dopo un'annata del genere?  «Certamente alcune difficoltà possono sempre esserci, tuttavia dalla retrocessione si possono trarre gli stimoli giusti per tornare ai massimi livelli. Dobbiamo sfruttare questa opportunità per rimetterci in marcia con grinta e voglia di vincere: solo così potremmo scacciare i fantasmi del passato».  Soffermandoci sulla rosa dei giocatori, in quale direzione ha lavorato la società nel mercato estivo e quali sono le potenzialità tecniche dei suoi calciatori?  «Assieme al nuovo direttore sportivo Silvio Cei, con il quale si è instaurato subito un ottimo rapporto di collaborazione, e a tutta la dirigenza, abbiamo voluto confermare l'ossatura principale della squadra dello scorso anno, penso a Cardillo, Sarperi, Manganiello, Lupetti, Simoncini ed in più portare qualche giovane del nostro vivaio in prima squadra. Oltre a queste operazioni, anche i neoacquisti Leo, La Monica, Bellandi, Mazzoni e Pifferi hanno saputo calarsi alla perfezione sia in questa nuova esperienza che all'interno del gruppo; un gruppo che, al completo, ha grande qualità e può fare bene sotto tutti i punti di vista».  Veniamo adesso agli obiettivi stagionali: quale punto di arrivo si è prefissata la società?  «La nostra prima preoccupazione è quella di riuscire a recuperare i vari infortunati: Leo è ancora alle prese con la frattura del setto nasale mentre Bertelli deve recuperare dopo l'operazione di pulizia subita alle ginocchia. Detto questo, abbiamo in mente di ottenere una salvezza tranquilla, cercando di raccogliere, se possibile, anche qualcosina di più durante l'intero anno. L'inizio di stagione con il passaggio del turno in Coppa Italia e quattro punti nelle prime due giornate di campionato ci lasciano fiduciosi per il proseguimento del cammino».  Riguardo al modulo tattico, quale filosofia di gioco scopriremocon Cavallaro in panchina?  «La cosa fondamentale che cercherò di trasmettere ai miei giocatori è quella del gioco: la mia squdra dovrà essere in grado di impostare le azioni offensive con una certa brillantezza, evitando di subire passivamente le manovre dell'avversario. Per questo tipo di filosofia, il centrocampo risulta essere il reparto chiave su cui iniziare a lavorare bene».  Seguendo il progetto della società, quanto è importante il settore giovanile?  «Più che importante direi che è fondamentale. In questo senso stiamo già creando una forte sinergia tra prima squadra ed i nostri Juniores allenati da mister Roberto Chiti: una collaborazione importante che se riuscirà a produrre i propri frutti, sarà in grado di produrre giocatori di grande livello tra i nostri stessi ranghi. Una sfida ambiziosa ma alla quale crediamo molto».  Arrivati in chiusura, vuole farsi un augurio particolare visto che siamo all'inizio della stagione?  «Non parlerei di augurio. Personalmente mi aspetto parecchio da quest'annata, a cominciare da me e anche dai vecchi giocatori, che dovranno cercare a tutti i costi il riscatto dalla scorso campionato. Dai nuovi arrivi pretendo altrettanto: Calenzano è una piazza che merita rispetto e per la quale si deve andare molto fieri».

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