Il dolore
Prato in amichevole con l'Atalanta
Pasquale Petrella
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Il ds Mario Masini col vicepresidente esecutivo Nicola Radici Campagna abbonamenti, la tessera del tifoso irrita la Curva Ferrovia
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PRATO. «L'obiettivo è di chiudere fra i primi cinque». Non usa giri di parole il vicepresidente esecutivo dell'Ac Prato, Nicola Radici, nel rispondere ad una domanda di un tifoso, durante la presentazione della campagna abbonamenti. «Abbiamo una squadra che può fare bene perchè lo ha già dimostrato nella passata stagione e perchè i nuovi arrivati l'hanno rinforzata». Poi il vicepresidente passa ad analizzare la situazione di Prato ed il rapporto fra la squadra biancazzurra ed i tifosi. «Prato è una città che ha fame di calcio - dice Radici - Domani (oggi ndr) faremo un'amichevole con l'Atalanta e sarà interessante vedere il Prato giocare di fronte a quattro o cinquemila spettatori. Sarà un primo test importante. Non nascondo che so che i tifosi verranno allo stadio solo se ci saranno i risultati ed il nostro impegno sarà quello di ottenerli. Ma ho anche chiesto a Mario Masini di preparare un listino prezzi aggressivo per gli abbonamenti perchè il momento è quello che è e le famiglie non hanno grandi possibilità». La risposta di Masini è a stretto giro di tavolo. «Le cifre che abbiamo stabilito sono accessibilissime (300 euro per la Tribuna, 200 per la maratona coperta, 10 per i distinti e per la Curva ferroivia. Sconti per le donne, i ragazzi sotto i 15 anni e gli over 60 ndr) - dice il direttore sportivo biancazzurro - C'è però da sottolineare che purtroppo gli abbonamenti si potranno sottoscrivere soltanto se si è in possesso della tesera del tifoso che è diventata obbligatoria. Da lunedì saremo operativi per poterla rilasciare e da giovedì 29 inizierà la vera e propria campagna abbonamenti». Ma è proprio la richiesta della tessera del tifoso che crea la prima polemica. Un gruppo di tifosi lo manifesta già in fase di conferenza stampa poi, in serata, la presa di posizione del gruppo degli ultras Curva Ferrovia, «Noi non sottoscriveremo l'abbonamento. Riteniamo questo decreto lesivo del diritto di andare liberamente allo stadio che con l'adozione della tessera, sarà subordinata al benestare del questore... La tessera rischia di essere l'ultimo tassello di una politica repressiva e orientata al guadagno e alla speculazione che mira ad avere stadi vuoti e salotti pieni...» Una perplessità che ha trovato concorde anche il ds Mario Masini ma «la disposizione è del Ministero dell'Interno e noi non possiamo far altro che adeguarci. Chi vuole sottoscrivere l'abbonamento deve prima farsi la tessera del tifoso. Tessera che permette al tifoso di seguire la squadra anche in trasferta e di accedere alla tribuna ospiti».
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