Il dolore
LUTTO
E' scomparso Defilippis, gregario di Soldani
Luciano Ancilotti
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PRATO. Nino, detto il "Cit", ha scelto per accomiatarsi dal mondo il mese che evoca l'essenza più vera del ciclismo, quel Tour de France in cui nel 1956 scrisse le pagine più belle della carriera: la 12º tappa Bayonne-Pau (1º Defilippis e 2º il campione del mondo Ockers) e soprattutto la 18º tappa Gap-Torino con Defilippis primo ed ancora 2º il campione del mondo in carica Stan Ockers. Professionista dal 1952 al 1964 Nino ha collezionato in carriera un bottino di 59 vittorie in cui risaltano 9 tappe al Giro (3º in classifica finale nel 1962) e 7 tappe al Tour de France (5º posto in classifica nel'56) nonché il Giro di Lombardia 1958 e due Campionati Italiani nel 1960 e 1962. Corridore veloce, intelligente e sveglio fu convocato in Nazionale ben 9 volte mettendosi in luce nel 1953 (vittoria di Coppi e Defilippis 5º classificato) e nel 1961, con Nino secondo allo sprint dietro Van Loy. L'assonanza del carattere con i toscani in genere ed i pratesi in particolare ha sempre avvicinato il Cit alla città laniera ed ai corridori bisentini, a partire dal suo esordio nel professionismo che lo vide indossare nel 1952 la casacca dei "ramarri" della Legnano avendo per capitani Minardi e Renzo Soldani. E quando il Csi di Prato e la Circoscrizione Centro organizzarono nel 2003 il Memorial Aldo Bini giunsero dal Piemonte e vollero presenziare alla festa Defilippis, Piero Coppi e Ettore Milano. Memorabile il saluto di Defilippis a Soldani: «Signori, ecco il mio capitano, il mio primo capitano....». Proseguendo Nino commentò: «Nel 1958 avevo la condizione ideale, ma riuscii solo ad arrivare terzo nel Gp di Prato perché la gara fu disputata a cronometro».
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