Il Tirreno

Prato

Vinto lo scudetto, ora c'è la Coppa

Andrea Caramelli
Rosangelo Colombo
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Rosangelo Colombo

I Giovanissimi della Pietà 2004 vogliono una stagione indimenticabile

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 PRATO. Il team di Colombo ha vinto lo scudetto provinciale nei Giovanissimi e ora punta la Coppa Toscana in attesa dei regionali del prossimo anno.  La conquista della vittoria, il raggiungimento di un obbiettivo nella vita come nello sport è sempre la perfetta combinazione di più elementi: il talento, il lavoro, l'applicazione, le doti caratteriali. Ma, quando, il successo è avvertito come una sorta di predestinazione tutto può diventare più complicato. E quanto è successo in questa stagione alla Pietà 2004 nella categoria giovanissimi. I ragazzi allenati da un sicuro uomo di successo, ex calciatore professionista ed allenatore di grande professionalità, come Rosangelo Colombo sono riusciti sì a vincere il loro scudetto come era nei pronostici della vigilia ma la certezza matematica l'hanno raggiunta solo all'ultima giornata quando finalmente sono riusciti a scrollarsi dalla ruota una Galcianese tanto bella e concreta quanto inaspettata ed indomita.  «E' vero - conferma mister Colombo - Siamo riusciti a centrare il titolo ma la stagione non è stata una passeggiata: la società voleva questa vittoria per rientrare nel giro dei regionali, la formazione era ed è sicuramente di valore, a gennaio è stata completata con innesti importanti ma non dobbiamo dimenticare che in questa fascia di età i ragazzi sono in piena evoluzione, con tanti problemi anche extra calcistici e l'allenatore deve confrontarsi non solo con ostacoli di forma o di posizione ma anche con quelli rappresentati dalla scuola, dai genitori che giustamente antepongono il profitto scolastico al calcio, dalle prime distrazioni amorose e mantenere alta la concentrazione non è sempre così semplice come sembra dall'esterno.  Da navigato allenatore lei ha saputo assemblare le varie qualità tecniche dei singoli per il gruppo realizzando un progetto di gioco; quali sono i cardine fondamentali di tecnico di calcio giovanile, cosa ha cercato di trasmettere ai suoi ragazzi dall'alto della sua esperienza?  «Un tecnico di calcio giovanile deve avere passione, grande amore per questo sport, deve essere preparato ad affrontare i problemi della categoria affidatagli e deve riuscire a dare una mentalità vincente ai ragazzi raggiungibile sì con il lavoro e l'allenamento ma insistendo anche sulla soddisfazione che può dare un movimento, una giocata senza arrendersi se questa non viene alla prima volta. E il gusto del gioco, del divertimento con il pallone che si deve comunicare».  Il suo era un gruppo di individualità molto forti, come si fa a costruire un collettivo vincente?  «Facendo comprendere ai ragazzi che le loro qualità per importanti che siano saranno sempre fini a se stesse se non messe al servizio della squadra. Se ho un attaccante di movimento devo trovare il modo di far giocare la squadra in un certo modo sin dal rinvio del portiere, se ho un centravanti ariete deve metterlo nella possibilità di sfruttare le sue qualità grazie al movimento coordinato di tutti i compagni che devono sentirsi parte integrante di ogni fase del gioco».  Quando ha avuto la percezione della possibilità di conquistare l'alloro provinciale?  «All'ultimo minuto dell'ultima giornata anche se, ammetto, la vittoria casalinga per sei a zero sulla Galcianese è stata la cartina al tornasole delle nostre possibilità e in quel periodo difficile anche per un calendario impegnativo che ci proponeva scontri difficili contro Vaianese, Poggioseano e Grignanese la squadra ha reagito alla grande».  Sta andando bene anche l'avventura in Coppa Toscana, avete ancora fame di vittorie?  «Quella non finisce mai ma al prossimo match contro la Pianese o il PesciaUzzanese mi mancheranno entrambi i centrali difensivi espulsi nella gara dell'isola d'Elba per cui non partiamo nelle condizioni migliori. La fiducia non manca mai, comunque».  Ma mister Colombo il prossimo anno rimarrà alla Pietà?  «Certamente sì - conclude mister Colombo - La società è giovane, ha voglia di crescere ancora, una organizzazione da club professionista con in più un'aria familiare e serena dove il piacere di fare calcio e di stare coi giovani è tangibile ogni giorno ed in ogni situazione, quindi un ottimo ambiente».

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