Il Tirreno

Prato

Impavida, che brutto scivolone

Andrea Incerpi
Luciano Ravagli (presidente)
◗
Luciano Ravagli (presidente)

Retrocessa in Prima categoria. «Il periodo più buio degli ultimi 10 anni»

3 MINUTI DI LETTURA





 VERNIO. Non poteva esserci epilogo più amaro per l'Impavida Vernio del tecnico Stefano Ceri, che con la sconfitta di 2 a 1 subita sul campo del Folgor Marlia, vede materializzarsi la retrocessione in Prima Categoria, che sancisce il colpo di grazia ad una società in chiara crisi.  «Il dispiacere per la dirigenza e per i ragazzi è molto grande - spiega Ceri - Ma i problemi devono essere ricercati a monte. La partita di domenica è stata purtroppo condizionata da una clamorosa ingenuità di Brunetti, che con un fallo di reazione si è fatto espellere in un momento cruciale della partita». Il mister è comunque convinto di aver fatto il possibile per salvare l'annata: «Sia io che Umberto Magrini, allenatore in seconda, che Bucaioni, il tecnico che ho sostituito nella parte finale del campionato, abbiamo dato il massimo per cercare di evitare la retrocessione, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Il mio futuro - prosegue Ceri - è ancora tutto da decidere, dal momento che la società ha ben altre priorità da affrontare in questo momento».  In conclusione, l'allenatore concede alcuni particolari ringraziamenti: «Vorrei senza dubbio esprimere la mia gratitudine nei confronti della società, che per questo mese e mezzo mi ha trattato in maniera splendida. Proprio per questo il dispiacere per una simile conclusione si fa ancora più grande». A fare un po' di chiarezza in un periodo così nero è il presidente dell'Impavida Vernio Luciano Ravagli: «Siamo alla fine di un ciclo e soprattutto di un sogno. Il Vernio ha avuto i suoi anni d'oro, che potrebbero essere paragonati ad una Champions League, per tornare oggi con i piedi per terra ad una realtà amara e difficile da gestire. Purtroppo - continua Ravagli - non abbiamo più i fondi necessari, e quando nel calcio vengono a mancare i soldi, si sa, la fine è praticamente scritta». I progetti per il futuro ci sono, ma ancora sono più le incertezze che le speranze: «Una soluzione intelligente potrebbe essere la fusione con i Giovani Impavida Vernio, con i quali si potrebbe ripartire allestendo un settore giovanile che possa sfruttare un impianto sportivo di altissima qualità come il nostro. Ripartiremo perciò dai giovani: in simili condizioni - spiega il presidente - è impensabile provare ad investire in nuovi giocatori. Prevedo anzi che molte delle nostre pedine ci lasceranno per lidi sicuramente più rosei».  Le difficoltà però non mancheranno: «Dobbiamo ripartire praticamente da zero consapevoli che quando si raggiungono certe soddisfazioni, ricominciare un nuovo ciclo è sempre più difficile. Probabilmente abbiamo sbagliato tutto, io in primis, ma adesso dobbiamo pensare al futuro. In questa settimana - conclude Ravagli - sono previsti alcuni incontri per cercare di costruire una bozza di progetto alla base del quale vi è il tentativo di richiedere l'aiuto da parte di tutta Vernio: chiediamo alla gente di avvicinarsi ad una società che è nel suo periodo più buio da dieci anni a questa parte».  Parole di sconforto, quelle del presidente, che tuttavia mettono bene in evidenza la crisi di una società ormai tutta da ripensare. Servirà rimboccarsi le maniche: i mesi che separano dall'inizio della nuova stagione dovranno essere sfruttati nel migliore dei modi.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa