Il dolore
ATLETICA
Anche Prato ha i suoi Balotelli
Vezio Trifoni
Anche Prato ha i suoi Balotelli. Considerata una delle capitali italiane dell'immigrazione, la città vede pian piano affermarsi diversi atleti di colore o di nazionalità diversa. Risultati che evidenziano come la differenza di colore ormai in molti casi è superata soprattutto in discipline particolari come l'atletica e il judo
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PRATO. Anche Prato ha i suoi Balotelli. Considerata una delle capitali italiane dell'immigrazione, la città vede pian piano affermarsi diversi atleti di colore o di nazionalità diversa. Risultati che evidenziano come la differenza di colore ormai in molti casi è superata soprattutto in discipline particolari come l'atletica e il judo. Ma di atleti senz'altro molto dotati si possono osservare anche negli sport di squadra come il calcio e il rugby.
Il judo in questo senso fa scuola con due titoli italiani nati nell'ambito del Progetto giovani talenti diretto da Giuseppe Macrì e sostenuto dalla Provincia e dal Coni. L'albanese Francesco Gega (classe 1997) cintura marrone e l'ucraino Olexsander Zazulyak (classe 1994) cintura nera sono i protagonisti di questo successo.
«Per arrivare a questi risultati si allenano 8 ore alla settimana in maniera costante - spiegano Claudio e Luca Simonetti, istruttori del Kodokan di S. Angelo a Lecore - Hanno una grande passione. Si confrontano anche con gli altri ragazzi senza problemi ed è un bel modo di creare rapporti importanti che durano da molti anni».
Risultati importanti anche nell'atletica. Le due sorelle Bahija e Khadija El Aoufy sono entrambe campionesse toscane di corsa campestre. Il cinese Marco Yang ha conquistato anche lui un titolo toscano e insieme a lui c'è Jun Zhang. E nel gruppo che ha partecipato alla finale nazionale Allievi era inserito l'etiope Chalachew Gruppioni (1994) e nell'Atletica Prato gareggia l'altro etiope Sid Ahmed Bachir.
«I ragazzi di colore sono un valore aggiunto per la nostra società - spiega il presidente Andrea Mercaldo - Penso che fare atletica per loro è più semplice perchè gareggiano da soli ed è più facile integrarsi rispetto ad uno sport di squadra dove ci sono già dei gruppetti. Ma la cosa bella è che Khadija ha iniziato a fare l'istruttrice ai bambini più piccoli e sono venuti tantissimi bambini di nazionalità diverse che corrono insieme. E' un esempio concreto di integrazione».
Chi dall'atletica è passato al rugby è Luigi N'Guessan che visto il fisico avrebbe potuto fare qualsiasi tipo di sport. Da ricordare anche Guangming Yao che ormai è un golfista di buon livello. Ma anche nel calcio iniziano a vedersi diversi giocatori di buon livello di altre nazionalità. Per lo più marocchini e albanesi. Come l'albanese Palai ('96) che gioca nella Vaianese e il marocchino El Gallaf ('98) nel CoianoSantaLucia. Oltre ai più piccoli Rahane e Bechi nel Maliseti. E ce ne sono sicuramente tanti altri che non abbiamo inserito: cognomi stranieri, campioni italiani.
Il judo in questo senso fa scuola con due titoli italiani nati nell'ambito del Progetto giovani talenti diretto da Giuseppe Macrì e sostenuto dalla Provincia e dal Coni. L'albanese Francesco Gega (classe 1997) cintura marrone e l'ucraino Olexsander Zazulyak (classe 1994) cintura nera sono i protagonisti di questo successo.
«Per arrivare a questi risultati si allenano 8 ore alla settimana in maniera costante - spiegano Claudio e Luca Simonetti, istruttori del Kodokan di S. Angelo a Lecore - Hanno una grande passione. Si confrontano anche con gli altri ragazzi senza problemi ed è un bel modo di creare rapporti importanti che durano da molti anni».
Risultati importanti anche nell'atletica. Le due sorelle Bahija e Khadija El Aoufy sono entrambe campionesse toscane di corsa campestre. Il cinese Marco Yang ha conquistato anche lui un titolo toscano e insieme a lui c'è Jun Zhang. E nel gruppo che ha partecipato alla finale nazionale Allievi era inserito l'etiope Chalachew Gruppioni (1994) e nell'Atletica Prato gareggia l'altro etiope Sid Ahmed Bachir.
«I ragazzi di colore sono un valore aggiunto per la nostra società - spiega il presidente Andrea Mercaldo - Penso che fare atletica per loro è più semplice perchè gareggiano da soli ed è più facile integrarsi rispetto ad uno sport di squadra dove ci sono già dei gruppetti. Ma la cosa bella è che Khadija ha iniziato a fare l'istruttrice ai bambini più piccoli e sono venuti tantissimi bambini di nazionalità diverse che corrono insieme. E' un esempio concreto di integrazione».
Chi dall'atletica è passato al rugby è Luigi N'Guessan che visto il fisico avrebbe potuto fare qualsiasi tipo di sport. Da ricordare anche Guangming Yao che ormai è un golfista di buon livello. Ma anche nel calcio iniziano a vedersi diversi giocatori di buon livello di altre nazionalità. Per lo più marocchini e albanesi. Come l'albanese Palai ('96) che gioca nella Vaianese e il marocchino El Gallaf ('98) nel CoianoSantaLucia. Oltre ai più piccoli Rahane e Bechi nel Maliseti. E ce ne sono sicuramente tanti altri che non abbiamo inserito: cognomi stranieri, campioni italiani.
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