La manifestazione
PRATO SPORT
Morelli chiede scusa all'arbitro
Vezio Trifoni
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Jacopo Morelli è il quinto da destra in piedi«Chiedo scusa ma 5 anni sono troppi». Jacopo Morelli, il giovane calciatore della Zenith Superga Ambrosiana, squalificato per cinque anni dopo la gara di Seconda Categoria con il Coiano Santa Lucia appare sinceramente dispiaciuto per l'accaduto e chiede scusa.
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PRATO. «Chiedo scusa ma 5 anni sono troppi». Jacopo Morelli, il giovane calciatore della Zenith Superga Ambrosiana, squalificato per cinque anni dopo la gara di Seconda Categoria con il Coiano Santa Lucia appare sinceramente dispiaciuto per l'accaduto e chiede scusa.
«Vorrei chiedere scusa all'arbitro per quello che ho fatto ed evidenziargli che altre cose non le ho fatte perchè non ero presente» dice Morelli «ero entrato da cinque minuti e voglio scusarmi per le parole che gli ho detto e per averlo toccato durante la gara. Il calcio è la mia grande passione, da quando ero bambino ho sempre giocato e anche quest'anno che lavoro fuori Prato ho cercato in tutti i modi di essere presente agli allenamenti o alla partita. Mi aspettavo una squalifica ma non così grave. Dalla squalifica sembra che sia diventato un deliquente ed invece voglio spiegare che non è così».
Jacopo Morelli lavora a Siena presso un'azienda farmaceutica e si è diplomato come perito chimico al Buzzi. Ha sempre frequentato le associazioni sportive ed è stato anche in associazioni di volontariato.
Non sei mai stato un tipo focoso, ma cosa ti è successo? «C'era un clima teso per un rigore non dato» spiega Morelli «ma si sa che può succedere. Perdevamo in un derby ma questa non può essere una scusa. Forse ero affaticato e non lucido e ho buttato fuori quello che tenevo dentro alla persona sbagliata che non centrava niente ma ora mi sento ferito perché mi hanno dipinto come un criminale. Inoltre la pallonata che ha raggiunto l'arbitro non posso averla calciata io perchè ero già andato via. Anche lui ha la stessa mia età e penso che si sia trovato in difficoltà in una situazione particolare che non gli era mai accaduta. Voglio spiegargli tutto e stringergli la mano».
Nel passato Morelli non ha mai avuto squalifiche o sanzioni pesanti e per questo il non poter giocare fino al 26 novembre 2014 è senz'altro un periodo lunghissimo anche perché dopo questa sanzione c'è solo la radiazione. «Ho sbagliato e questo lo voglio ribadire» conclude Morelli «datemi la giusta sanzione e poichè sono un ragazzo che crede nei valori dello sport voglio spiegare tutto all'arbitro: siamo coetanei, non sarà difficile capirci».
«Vorrei chiedere scusa all'arbitro per quello che ho fatto ed evidenziargli che altre cose non le ho fatte perchè non ero presente» dice Morelli «ero entrato da cinque minuti e voglio scusarmi per le parole che gli ho detto e per averlo toccato durante la gara. Il calcio è la mia grande passione, da quando ero bambino ho sempre giocato e anche quest'anno che lavoro fuori Prato ho cercato in tutti i modi di essere presente agli allenamenti o alla partita. Mi aspettavo una squalifica ma non così grave. Dalla squalifica sembra che sia diventato un deliquente ed invece voglio spiegare che non è così».
Jacopo Morelli lavora a Siena presso un'azienda farmaceutica e si è diplomato come perito chimico al Buzzi. Ha sempre frequentato le associazioni sportive ed è stato anche in associazioni di volontariato.
Non sei mai stato un tipo focoso, ma cosa ti è successo? «C'era un clima teso per un rigore non dato» spiega Morelli «ma si sa che può succedere. Perdevamo in un derby ma questa non può essere una scusa. Forse ero affaticato e non lucido e ho buttato fuori quello che tenevo dentro alla persona sbagliata che non centrava niente ma ora mi sento ferito perché mi hanno dipinto come un criminale. Inoltre la pallonata che ha raggiunto l'arbitro non posso averla calciata io perchè ero già andato via. Anche lui ha la stessa mia età e penso che si sia trovato in difficoltà in una situazione particolare che non gli era mai accaduta. Voglio spiegargli tutto e stringergli la mano».
Nel passato Morelli non ha mai avuto squalifiche o sanzioni pesanti e per questo il non poter giocare fino al 26 novembre 2014 è senz'altro un periodo lunghissimo anche perché dopo questa sanzione c'è solo la radiazione. «Ho sbagliato e questo lo voglio ribadire» conclude Morelli «datemi la giusta sanzione e poichè sono un ragazzo che crede nei valori dello sport voglio spiegare tutto all'arbitro: siamo coetanei, non sarà difficile capirci».
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