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E' ai Lecci il Palazzo degli arbitri

Il palazzo di via De Gasperi. A destra Collina e Papi
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Il palazzo di via De Gasperi. A destra Collina e Papi

L'altrimenti anonimo condominio di via De Gasperi 41, ai Lecci, è diventato da un paio di giorni il "Palazzo degli arbitri", dopo che Italia Oggi ha pubblicato un articolo, ripreso poi dai maggiori quotidiani, in cui si scopre che proprio lì ha lo studio il guardalinee Stefano Papi e che tra i suoi clienti ci sono il designatore Pierluigi Collina e l'ex designatore Paolo Bergamo.

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PRATO. L'altrimenti anonimo condominio di via De Gasperi 41, ai Lecci, è diventato da un paio di giorni il "Palazzo degli arbitri", dopo che Italia Oggi ha pubblicato un articolo, ripreso poi dai maggiori quotidiani, in cui si scopre che proprio lì ha lo studio il guardalinee Stefano Papi e che tra i suoi clienti ci sono il designatore Pierluigi Collina e l'ex designatore Paolo Bergamo.

Non è che fosse proprio un segreto. Già nel giugno del 2002 il Tirreno scrisse che Collina, assistito da Papi, rilevò da tre pratesi la società "Hacienda Pro-Max" che poi sarebbe diventata la "The man in black" per gestire le sue attività extra-calcistiche.
Nulla di strano, tutto alla luce del sole. Ora però c'è qualcuno che vede nello studio di Papi, dove lavora come consulente anche l'arbitro Nicola Stefanini e l'ex guardalinee Misson, la sede di un conflitto di interessi. Carlo Tavecchio, vice presidente della Figc, è partito all'attacco: «Collina e Bergamo dovranno dare spiegazioni. Se non saranno esaurienti, ci sono strumenti in federazione per fare delle verifiche».

Di cosa si stia parlando è poco chiaro a chi non è addentro alle beghe del calcio e degli arbitri. L'eventuale conflitto di interessi sarebbe la designazione di Papi da parte di Collina in partite di prestigio? In realtà Papi non viene designato da Collina. Il commercialista-guardalinee dice di non poter rilasciare dichiarazioni, ma al Corriere della sera ha già spiegato che Collina è suo cliente dal 2001, mentre l'ex designatore Bergamo lo è diventato nel 2003. «Avrei dovuto dirgli di no solo perché lui decideva gli arbitri della domenica?». Discorso diverso, aggiunge Papi, sarebbe se tra i miei clienti ci fossero calciatori o società di calcio. In realtà Collina e Bergamo sono solo la punta dell'iceberg. Stefano Papi è il commercialista di moltissimi arbitri, non solo di serie A e B. Una cosa del tutto normale, per lui. Fa questo mestiere, ha frequentato per tanti anni l'ambiente del calcio ed è lì che fisiologicamente ha pescato molti suoi clienti che si fidano di lui. Nel suo studio, oltre a quelle di Collina e di Bergamo, sono domiciliate circa 65 società.

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