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Troppe spese, le società spariscono

Maurizio Falco. A destra, una partita dei dilettanti
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Maurizio Falco. A destra, una partita dei dilettanti

Quali sono le condizioni in cui langue il calcio, lo sport più praticato a Prato? All'indomani della presentazione, da parte del Coni, del Piano per l'adeguamento e dello sviluppo dell'impiantistica sportiva a Prato, il presidente provinciale della Federcalcio Maurizio Falco traccia il quadro di una situazione che non si può definire rosea.

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PRATO. Quali sono le condizioni in cui langue il calcio, lo sport più praticato a Prato? All'indomani della presentazione, da parte del Coni, del Piano per l'adeguamento e dello sviluppo dell'impiantistica sportiva a Prato, il presidente provinciale della Federcalcio Maurizio Falco traccia il quadro di una situazione che non si può definire rosea.

«Se consideriamo che in un solo quadrienno olimpico sono sparite qualcosa come dieci società calcistiche allora possiamo dire davvero che c'è qualcosa che non va. E non è soltanto una conseguenza della crisi che sta attanagliando l'intera città - spiega il presidente Falco - ci sono alcuni fattori che hanno finito per rallentare il processo di crescita delle società».
Innanzitutto le utenze che le società sono costrette a pagare. «A Firenze le società si sono riunite per vedere di mettere un freno a questo problema - continua Falco - Il concetto di base è semplice: una società sportiva non è una famiglia e quindi non è caricabile di oneri come un qualsiasi cittadino».

«E poi c'è la questione della gestione degli impianti e quella degli sponsor - aggiunge - la prima credo possa essere rimandata ai presidenti di quartiere e in questo senso ci stiamo già muovendo. Il quartiere, insieme alla società o alle società interessate, dovrebbero avere la forza di gestire i campi della propria zona. Per la questione sponsor invece, le società devono investire ancora di più sull'autosufficienza: pizzerie, gadget e quant'altro, tutto può servire a sviluppare una forma di sostentamento autonoma, specialmente in un momento di crisi come questo».
«Senza dimenticare - conclude il presidente - che le stesse società cittadine, come Consiag, potrebbero anche fungere da sponsor indiretto togliendo magari qualche euro dalle bollette».
Ultima questione, ma non meno importante, quella del rapporto tra gli Enti di Promozione allo Sport e la Federcalcio.

«Sono molte le società che arrivano in Figc dopo anni di calcio amatoriale e non riescono a sopravvivere a questo salto - spiega ancora Falco - Il problema riguarda ancora una volta gli impianti e il sistema di gestione degli impianti. Gli Enti di Promozione organizzano molti campionati di calcio e gestiscono impianti comunali su cui fanno giocare le proprie squadre. Questo, la Figc, non lo può fare - conclude il presidente - e quando queste squadre approdano da noi le cose si complicano perchè improvvisamente hanno bisogno di un campo proprio, su cui allenarsi e su cui giocare le partite ufficiali».

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