PRATO SPORT
Impianti sportivi fra incubi e sogni
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Una parte del pubblico nel salone consiliareIl libro dei sogni e degli incubi di tutti gli sportivi pratesi, di quelli che lo praticano e lo vivono tutti i giorni. E' questo in sostanza il Piano di adeguamento e sviluppo dell'impiantistica sportiva a Prato presentato ieri pomeriggio dal Coni. Un censimento delle problematiche degli impianti sportivi pratesi commissionato dal sindaco Roberto Cenni e realizzato in cinquantacinque giorni con la collaborazione di tutte le federazioni presenti sul territorio.
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PRATO. Il libro dei sogni e degli incubi di tutti gli sportivi pratesi, di quelli che lo praticano e lo vivono tutti i giorni. E' questo in sostanza il Piano di adeguamento e sviluppo dell'impiantistica sportiva a Prato presentato ieri pomeriggio dal Coni. Un censimento delle problematiche degli impianti sportivi pratesi commissionato dal sindaco Roberto Cenni e realizzato in cinquantacinque giorni con la collaborazione di tutte le federazioni presenti sul territorio.
«Secondo il Sole 24 Ore Prato occupa il 73º posto in Italia come qualità degli impianti sportivi - spiega il presidente provinciale del Coni Massimo Taiti - e se teniamo conto che dei restanti 25 comuni ben 21 sono del meridione, ci rendiamo conto dei passi indietro che in questo senso abbiamo fatto nel corso degli anni passati, quando avevano bel altre posizioni».
Serviva un nuovo punto di partenza dunque, per capire, conoscere e quindi cominciare a lavorare. «Abbiamo raccolto i disagi e anche le possibili soluzioni - spiega ancora Taiti - e ne è venuto fuori un quadro preciso su quello che anche con una spesa pari a zero, potremmo fare nel breve, medio e lungo periodo». La relazione contiene infatti anche delle indicazioni precise. Nel primo anno di legislatura si potrebbero tranquillamente attuare interventi per la messa in sicurezza e l'adeguamento funzionale di tutti gli impianti di pallavolo, pallacanestro, pugilato, rugby, il pattinodromo di Maliseti, i bocciodromi, l'impianto per l'atletica di Galceti e di tutti gli impianti inerenti le discipline paraolimpiche. Piccoli interventi per migliorare la qualità del servizio. «Adesso che abbiamo il piano del Coni - spiega il sindaco Cenni - precederemo senza indugio coinvolgendo anche i privati, il solo pubblico non può certo sperare di farcela da solo, e baderemo esclusivamente al bene della collettività. Lo faremo secondo le indicazioni che ci sono giunte, in modo del tutto trasparente, tenendo conto delle esigenze di tutti». E sul lavorare tutti insieme è d'accordo anche l'assessore provinciale allo sport Napolitano: «Uniamo tutti i dati e tutti gli sforzi per lavorare insieme: ogni cittadino deve veder riconosciuto il suo diritto allo sport e ogni sportivo ad ambire a mete sempre più importanti. E credo che sia doveroso anche pensare lo sport pratese del futuro profondamente legato anche al turismo».
E poi i sogni. La realizzazione di piste ciclabili intorno alle mura cittadine e lo sfruttamento dell'area ex ospedaliera per la costruzione di un campus universitario e di un parco a verde; la costruzione di uno spazio polivalente per veicoli a due ruote fino ad arrivare al sogno per eccellenza. La cittadella dello sport: un sogno vecchio più di vent'anni intorno al quale dovrebbero confluire non solo tutti gli sport (stadio, palazzetto, campo da rugby, baseball e tennis) ma anche la cultura e il sociale.
«Secondo il Sole 24 Ore Prato occupa il 73º posto in Italia come qualità degli impianti sportivi - spiega il presidente provinciale del Coni Massimo Taiti - e se teniamo conto che dei restanti 25 comuni ben 21 sono del meridione, ci rendiamo conto dei passi indietro che in questo senso abbiamo fatto nel corso degli anni passati, quando avevano bel altre posizioni».
Serviva un nuovo punto di partenza dunque, per capire, conoscere e quindi cominciare a lavorare. «Abbiamo raccolto i disagi e anche le possibili soluzioni - spiega ancora Taiti - e ne è venuto fuori un quadro preciso su quello che anche con una spesa pari a zero, potremmo fare nel breve, medio e lungo periodo». La relazione contiene infatti anche delle indicazioni precise. Nel primo anno di legislatura si potrebbero tranquillamente attuare interventi per la messa in sicurezza e l'adeguamento funzionale di tutti gli impianti di pallavolo, pallacanestro, pugilato, rugby, il pattinodromo di Maliseti, i bocciodromi, l'impianto per l'atletica di Galceti e di tutti gli impianti inerenti le discipline paraolimpiche. Piccoli interventi per migliorare la qualità del servizio. «Adesso che abbiamo il piano del Coni - spiega il sindaco Cenni - precederemo senza indugio coinvolgendo anche i privati, il solo pubblico non può certo sperare di farcela da solo, e baderemo esclusivamente al bene della collettività. Lo faremo secondo le indicazioni che ci sono giunte, in modo del tutto trasparente, tenendo conto delle esigenze di tutti». E sul lavorare tutti insieme è d'accordo anche l'assessore provinciale allo sport Napolitano: «Uniamo tutti i dati e tutti gli sforzi per lavorare insieme: ogni cittadino deve veder riconosciuto il suo diritto allo sport e ogni sportivo ad ambire a mete sempre più importanti. E credo che sia doveroso anche pensare lo sport pratese del futuro profondamente legato anche al turismo».
E poi i sogni. La realizzazione di piste ciclabili intorno alle mura cittadine e lo sfruttamento dell'area ex ospedaliera per la costruzione di un campus universitario e di un parco a verde; la costruzione di uno spazio polivalente per veicoli a due ruote fino ad arrivare al sogno per eccellenza. La cittadella dello sport: un sogno vecchio più di vent'anni intorno al quale dovrebbero confluire non solo tutti gli sport (stadio, palazzetto, campo da rugby, baseball e tennis) ma anche la cultura e il sociale.
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