Sicurezza
Ciclismo
Prato ha bisogno di un ciclodromo
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Una gara di ciclisti giovanissimiIl terreno già indicatoci nel Macrolotto 2 ci va bene ma ora bisogna passare dalle parole ai fatti
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PRATO. «Voglio denunciare la grave situazione in cui si trova, da alcuni anni il ciclismo pratese, in particolare il settore giovanile». Così inizio lo sfogo di Marco Boretti, presidente provinciale della Federciclismo.
«Esistono delle gravi lacune a livello di impiantistica sportiva - dice Boretti - Nella nostra città manca un ciclodromo per gli allenamenti e le gare dei giovani».
«La mancaza di strutture ciclistiche protette ha ovviamente un effetto negativo per questa disciplina circa il reclutamento dei giovani - continua Boretti- Molti genitori si trovano perplessi quando un loro figlio decide di scegliere questa disciplina sportiva, una delle più popolari della nostra regione e nazione. Perplessità che ovviamente nasce dai problemi di sicurezza soprattutto durante gli allenamenti».
«Negli anni passati - sostiene il presidente provinciale della Fic - Le varie giunte che si sono succedute sia in Comune che in Provincia, hanno promesso, attraverso i loro assessori allo sport, alle società ciclistiche e al comitato provinciale Fci, un terreno nella zona industriale del Macrolotto 2º per la realizzazione del ciclodromo. Inoltre ricordo che un progetto era stato già redatto dal settore nazionale impiantistica delle Federazione Ciclistica Italiana. Quel progetto era ed è tuttora inserito come una delle priorità per il quadriennio olimpico 2009/2012 del comitato regionale Toscano della Fci».
«Ancora però i giovani sono costretti a svolgere i loro allenamenti in spazi ridotti e pericolosi come il rettilineo chiuso al traffico di via Ghisleri oppure nel circuito della zona industriale del Macrolotto 1, questo aperto al traffico e con veicoli che affrontano manovre pericolose - conlcude Boretti - Oltre a segnalare tale situazione di disagio e pericolo questo comitato provinciale e tutte le società, che esso rappresenta, vogliono sensibilizzare ulteriormente Provincia, comune di Prato e Regione Toscana ad unire fondi e risorse per dotare la città di tale struttura. Lo stesso comitato sarebbe pronto anche a coinvolgere aziende del territorio che sono legate direttamente a questo sport, unendo così le loro sinergie».
«Conlcudo dicendo che nelle due province confinanti alla nostra (Firenze-San Bartolo a Cintoia, Pistoia-Ponte Buggianese) sono stati o verranno realizzati impianti ciclistici protetti ad uso polivalente, gestiti direttamente dalle società stesse, in autogestione. Perchè allora non è possibile realizzarne uno anche a Prato?» La domanda conclusiva di Marco Boretti è più che legittima e ci auguriamo che nel piano programmatico che il Coni presenterà il 22 settembre prossimo al sindaco ed al presidente della Provincia di Prato, ci sia anche la proposta per la realizzazione urgente di un tale impianto. Se così non fosse resta comunque la legittima domanda del presidente provinciale Fci, che parla a nome di tutte le società del territorio circa la realizzazione al più presto del ciclodromo, richiesta pubblica ai vertici delle amministrazioni.
«Esistono delle gravi lacune a livello di impiantistica sportiva - dice Boretti - Nella nostra città manca un ciclodromo per gli allenamenti e le gare dei giovani».
«La mancaza di strutture ciclistiche protette ha ovviamente un effetto negativo per questa disciplina circa il reclutamento dei giovani - continua Boretti- Molti genitori si trovano perplessi quando un loro figlio decide di scegliere questa disciplina sportiva, una delle più popolari della nostra regione e nazione. Perplessità che ovviamente nasce dai problemi di sicurezza soprattutto durante gli allenamenti».
«Negli anni passati - sostiene il presidente provinciale della Fic - Le varie giunte che si sono succedute sia in Comune che in Provincia, hanno promesso, attraverso i loro assessori allo sport, alle società ciclistiche e al comitato provinciale Fci, un terreno nella zona industriale del Macrolotto 2º per la realizzazione del ciclodromo. Inoltre ricordo che un progetto era stato già redatto dal settore nazionale impiantistica delle Federazione Ciclistica Italiana. Quel progetto era ed è tuttora inserito come una delle priorità per il quadriennio olimpico 2009/2012 del comitato regionale Toscano della Fci».
«Ancora però i giovani sono costretti a svolgere i loro allenamenti in spazi ridotti e pericolosi come il rettilineo chiuso al traffico di via Ghisleri oppure nel circuito della zona industriale del Macrolotto 1, questo aperto al traffico e con veicoli che affrontano manovre pericolose - conlcude Boretti - Oltre a segnalare tale situazione di disagio e pericolo questo comitato provinciale e tutte le società, che esso rappresenta, vogliono sensibilizzare ulteriormente Provincia, comune di Prato e Regione Toscana ad unire fondi e risorse per dotare la città di tale struttura. Lo stesso comitato sarebbe pronto anche a coinvolgere aziende del territorio che sono legate direttamente a questo sport, unendo così le loro sinergie».
«Conlcudo dicendo che nelle due province confinanti alla nostra (Firenze-San Bartolo a Cintoia, Pistoia-Ponte Buggianese) sono stati o verranno realizzati impianti ciclistici protetti ad uso polivalente, gestiti direttamente dalle società stesse, in autogestione. Perchè allora non è possibile realizzarne uno anche a Prato?» La domanda conclusiva di Marco Boretti è più che legittima e ci auguriamo che nel piano programmatico che il Coni presenterà il 22 settembre prossimo al sindaco ed al presidente della Provincia di Prato, ci sia anche la proposta per la realizzazione urgente di un tale impianto. Se così non fosse resta comunque la legittima domanda del presidente provinciale Fci, che parla a nome di tutte le società del territorio circa la realizzazione al più presto del ciclodromo, richiesta pubblica ai vertici delle amministrazioni.
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