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Sogna Kakà e studia da ragioniere

Paolo Nencioni
Un momento di Prato-San Marino
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Un momento di Prato-San Marino

Sedici anni, 320 giorni e 23 minuti. Sono queste le cifre di Edoardo Bastogi: le prime due riassumono l'età, la terza il tempo passato in campo domenica al Lungobisenzio. Probabilmente è il più giovane esordiente del Prato in campionati professionistici

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PRATO. Sedici anni, 320 giorni e 23 minuti. Sono queste le cifre di Edoardo Bastogi: le prime due riassumono l'età, la terza il tempo passato in campo domenica al Lungobisenzio. Probabilmente è il più giovane esordiente del Prato in campionati professionistici.

Quando al 70' di Prato-San Marino l'altro giovanissimo Salvi si è accasciato accanto alla panchina in preda ai crampi e il tecnico Bellini ha chiamato Edoardo, pare che i più emozionati fossero i genitori, Alberto e Beatrice, venuti da Agliana per godersi il gran giorno del figlio. Un minuto dopo è toccato proprio a lui, Bastogi, classe 1992 (compirà 17 anni il 6 ottobre).

«Emozionato? Certo, sapevo da giorni che sarei andato in panchina, ma non mi aspettavo di esordire - racconta il baby laniero il giorno dopo - Sono molto contento e ora cercherò di restare nel gruppo della prima squadra».

Trequartista o esterno in un attacco a tre, Bastogi vive coi genitori ad Agliana, dove frequenta l'Istituto tecnico commerciale Capitini, e ha fatto tutta la trafila delle giovanili nel Prato, dai Giovanissimi regionali agli Allievi, prima del grande salto tra i professionisti. Nei 23 minuti giocati domenica contro il San Marino non ha tirato nemmeno una volta in porta. «Sì, è vero, i compagni mi hanno detto che potevo osare di più - spiega - anche perché in allenamento vado spesso al tiro. Ma domenica quando mi è capitata l'occasione ho preferito cercare di servire Vieri».

Le occasioni non gli mancheranno. Intanto si gode il momento e pensa al futuro. «L'ambizione è fare sempre meglio, imparare da chi ha fatto anni di professionismo, poi si starà a vedere». Senza dimenticare lo studio (a settembre affronterà la quarta ragioneria). «Sì, credo che per un ragazzo della mia età studio e calcio debbano andare di pari passo. Certo, sfondare nel calcio è il grande sogno, ma non si può pensare solo a quello, specialmente in questo periodo».

La partita di domenica è stata speciale non solo per l'esordio in Seconda divisione. Edoardo è un tifoso del Milan e sulla panchina del San Marino si è trovato proprio un ex milanista come Chicco Evani. «L'avevo già incontrato quanto giocammo contro gli Allievi del Milan. Vincemmo 4-3».

Il suo idolo è Kaka, che gioca nel suo stesso ruolo. «Ma io non ho la sua progressione...» concede Edoardo.

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