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Il Tavola ricomincia dal ds Carlo Cambi

Andrea Caramelli
Walter Speggiorin ai tempi in cui giocava con la Fiorentina
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Walter Speggiorin ai tempi in cui giocava con la Fiorentina

Il Tavola calcio è di sicuro uno tra i club più carichi di storia e di prestigio nell'hinterland pratese.
Il ritorno di Carlo Cambi nella qualità di direttore sportivo, dopo due anni e mezzo di lontananza, è la prova tangibile della volontà dello storico presidente rossoverde Ferdinando Buffini di imprimere una accelerazione ancora più decisa al processo di rinnovamento della sua società.

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PRATO. Il Tavola calcio è di sicuro uno tra i club più carichi di storia e di prestigio nell'hinterland pratese.
Il ritorno di Carlo Cambi nella qualità di direttore sportivo, dopo due anni e mezzo di lontananza, è la prova tangibile della volontà dello storico presidente rossoverde Ferdinando Buffini di imprimere una accelerazione ancora più decisa al processo di rinnovamento della sua società.

«Siamo impegnati a progettare e disegnare il futuro, e una figura dirigenziale come quella di Carlo Cambi era indispensabile», ha più volte ribadito il presidente.

Un ritorno, quindi, dovuto a queste dichiarazioni di stima ed affetto?
«Sono tornato per completare un percorso iniziato a suo tempo - risponde il neo direttore sportivo Carmbi - ed ho scelto Tavola, rifiutando anche allettanti proposte di società professionistiche, perché mi piacciono le sfide e perché la società mi sembra molto motivata».

Abituato a lavorare tra i professionisti come è stato l'impatto con questa realtà?
«Sono arrivato a Tavola, per la prima volta, ben tredici anni fa ed allora c'era davvero poco: ritrovo una società organizzata sia sul piano dirigenziale sia su quello tecnico».

Dove ha concentrato le sue maggiori energie dal suo arrivo, a marzo?
«Abbiamo innanzitutto sistemato l'organigramma tecnico scegliendo gli allenatori più datti alle varie formazioni che scenderanno in campo per i provinciali: Armando Tarducci è rimasto al timone degli juniores, ad un tecnico capace e di grande esperienza come Renzo Romoli abbiamo affidato il ' 93 mentre per Allievi B e Giovanissimi A in panca ci saranno Gianni Chiari e Renato Longo, sempre molto abili con queste categorie».

Manca il '96.
«Abbiamo deciso di non essere allo start di partenza con questa formazione perché saremmo stati costretti a prendere in fretta e furia molti ragazzi da fuori con il rischio di un grosso impegno economico e di un lavoro condotto troppo in fretta. Abbiamo scelto di puntare sulla scuola calcio, di operare in profondità per assicurarci in futuro una filiera che dia frutti buoni e duraturi».

Qual è stata la strategia scelta direttore?
«Una volta a Tavola le case erano poche cosiccome i ragazzi, adesso la situazione è radicalmente cambiata, l'incremento della popolazione è in costante ascesa e noi vogliamo diventare un punto di riferimento fisso e sicuro per tutte le famiglie che abbiano intenzione di avviare alla pratica del calcio i propri figli offrendo una piattaforma sportiva che mescoli al meglio qualità e quantità. La nostra Scuola calcio favorirà lo sviluppo tecnico, l'apprendimento dei fondamentali e le metodologie di insegnamento saranno all'avanguardia studiate per ogni fascia di età nei più piccoli particolari e per questo abbiamo investito moltissimo nello staff tecnico e nei responsabili della scuola calcio che saranno Guglielmo Baggiani, gia giocatore pro e Walter Speggiorin, celebrato puntero della Fiorentina negli anni '80. La loro non sarà una presenza di facciata ma concreta perché saranno in campo quattro volte alla settimana con i nostri ragazzini per valutarne al meglio la crescita e la potenzialità».

Le rose sono state ultimate, quali sono gli obbiettivi della stagione 2009-2010?
«Abbiamo assemblato squadre che dovrebbero essere in grado di fare divertire e di assicurarci dei campionati tranquilli. L'anno scorso abbiamo sfiorato i regionali con il '92 ma conquistare l'elite non sarà mai un chiodo fisso né per me né per il presidente. Siamo contenti che molti dei nostri ragazzi abbiano preferito rimanere qui da noi piuttosto che emigrare in altri club: è la conferma che il nostro è un ambiente sereno dove lo sport è vissuto con passione».

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