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Cavalieri, rivoluzione necessaria

Riccardo Tempestini
Un’azione di gioco sul campo di Iolo e a sinistra il tecnico-giocatore Andrea De Rossi
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Un’azione di gioco sul campo di Iolo e a sinistra il tecnico-giocatore Andrea De Rossi

De Rossi, riconfermato tecnico «Non ci serve il Lungobisenzio lo stadio Chersoni, con qualche accorgimento ci va più che bene per la prossima stagione»

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PRATO. «Stadio del Lungobisenzio? No grazie, ma va completato subito il progetto del Chersoni di Iolo». Parte con le idee chiare Andrea De Rossi, il nuovo general manager dei Cavalieri Gruppo Consiag Asm, naturalmente confermato allenatore tuttonero anche per il debutto in Top Ten, mentre per il collega Fabio Gaetaniello vanno sistemate alcune questioni legate al fatto che il tecnico livornese lavora al porto labronico e quindi deve trovare un diverso orario lavorativo per venire a Prato 4 giorni alla settimana.

Il prossimo campionato infatti sarà "professionistico" per tutti, giocatori, tecnici e dirigenza, altrimenti sarà difficile evitare l'unica retrocessione prevista, se non battendosi alla pari o quasi con i vari Treviso, Viadana, Calvisano, Padova, Rovigo, Parma, Venezia, Roma e l'Aquila.
Infatti non ci saranno più i tre allenamenti settimanali, martedì, mercoledì e venerdì, sempre dalle 19,30 al Chersoni di Iolo, quando i tuttineri locali avevano finito di lavorare, ma sono invece previsti due allenamenti nei giorni di lunedì, martedì e mercoledì, più il venerdì pomeriggio per la "rifinitura" perchè in Top ten si gioca il sabato.

Per questo motivo quasi tutti i tuttineri locali, neocampioni d'Italia di serie A, hanno difficoltà a confermare la completa disponibilità, perchè quasi sempre il loro lavoro non consente questi ulteriori "turni" giornalieri, tra l'altro molto più faticosi.

In questa complicata situazione si trovano i vari Nuti, Neri, i fratelli Randelli, Marino, Stefani, Mattei, Giovanchelli, Stolfi, mentre lo studente Francesco Fronzoni non ha problemi come Edoardo Gori, autore di due splendide mete nella nazionale under 20 contro il Giappone.

«Dobbiamo trovare il sistema per farne restare almeno 5 nella rosa di 30 giocatori, altrimenti si perde l'indispensabile "pratesita" dei Cavaliri, senza la quale non saremo mai arrivati a questi eccezionali traquardi» spiega De Rossi, ancora pronto ad entrare «se ci sarà bisogno».
Stesso discorso per il terreno di gioco, «perchè il campo Chersoni di Iolo è parte del "Dna" tuttonero e quindi bisogna convincere la nuova giunta, di qualunque "colore" sia, a trovare subito i soldi per completare il progetto già deliberato per la struttura sportiva di via don Bessi» continua il general manager, partendo dalle prime necessità, coprire l'attuale tribuna, almeno altri 800 posti a sedere e uno piccolo spazio per la stampa.

Assicurando che in ogni caso la Fir concederà la deroga per il Chersoni per questo inizio campionato, De Rossi annuncia che sono già confermati tuttineri, con relativa firma del contratto, i tre campionissimi Villagra, Burton, Wakarua, ma anche i vari Poloni, Biagi, Goti, Giacci. Restano da definire le posizioni di Lopez, Peralta, Doria, Reyna, Murgier, ma forse non tutti resteranno a Prato.

A risolvere questo problema, ma sopratutto a trovare il "resto" della squadra, ovvero almeno una decina di giocatori fortissimi, sta lavorando il direttore sportivo Gabriele Lai, che conta tantissimo sugli sponsor locali perchè i Cavalieri Gruppo Consiag Asm sono in Top ten, ma devono restarci anche per l'immagine di Prato.

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