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Prato, annullato il Consiglio comunale straordinario su Plures

di Redazione Prato

	Alberto Irace e Lorenzo Perra, amministratore delegato e presidente di Plures
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Alberto Irace e Lorenzo Perra, amministratore delegato e presidente di Plures

La decisione motivata dall’imminente assemblea della multiutility per il rinnovo del Cda. Targetti: «La seduta serviva prima, non dopo»

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PRATO. Non si farà il Consiglio comunale straordinario su Plures chiesto sia dalla maggioranza che dall’opposizione e convocato per il 27 ottobre. Lo ha deciso il presidente del Consiglio comunale, Giacomo Sbolgi, facendo infuriare l’opposizione. All’origine della decisione, ha spiegato Sbolgi, c’è l’imminente assemblea dei soci per il rinnovo del Consiglio di amministrazione di Plures, la partecipata che si gestisce rifiuti, acqua ed energia.

«Questa vicenda ha una storia ed è bene ricordarla – commenta Jonathan Targetti, consigliere comunale del gruppo L’Alternativa C’è – Il 30 agosto siamo stati noi i primi a chiedere un Consiglio straordinario su Plures. Da lì è partita una corsa tra destra e sinistra a intestarsi l’iniziativa fino al sindaco, che ha annunciato che lo avrebbe convocato lui. Poi la data del 27 ottobre, lontanissima. E adesso l’annullamento, a pochi giorni dall’Assemblea che sceglierà i nuovi vertici. Messe in fila, queste scelte sembrano parte di un disegno preciso: togliere spazio alle opposizioni, illudere i cittadini con l’annuncio di una seduta straordinaria e poi svuotare il Consiglio comunale delle sue funzioni. Il Consiglio sarebbe servito prima del rinnovo del CdA, non dopo. Prima avrebbe potuto discutere, votare atti, dare indirizzi al sindaco su come esprimersi in assemblea. Dopo potrà solo prendere atto di decisioni già prese da altri, senza alcuna possibilità di intervenire. Non è un rinvio tecnico ma l'ennesima umiliazione per l’aula che rappresenta i pratesi. E allora la domanda è legittima: Biffoni sta cercando di nascondere qualcosa?».

«Di argomenti da affrontare ce ne sarebbero stati – aggiunge Targetti – A cominciare dal debito: Plures ha accumulato debiti per 1.126,5 milioni di euro, oltre 1,1 miliardi, mentre un anno prima erano 836,9 milioni. In soli dodici mesi il debito è cresciuto di quasi 290 milioni, più di un terzo. È una società che si indebita sempre di più e che quel debito lo scarica sulle bollette dei cittadini. Intanto la Tari è aumentata del 20% negli ultimi quattro anni, nonostante la multiutility dovesse farla scendere. I vertici sono scaduti e vengono prorogati da mesi. La società rifiuta ai Comuni soci il controllo analogo e trattiene quasi un milione di euro di dividendi che spettano a Prato. Su tutto questo si preferisce far calare il silenzio. Quando i vertici di un’azienda pubblica portano risultati così drammatici, non si può cambiare un nome e confermare gli altri. Il Consiglio di amministrazione va azzerato completamente, per dare un segnale chiaro ai cittadini che quelle bollette le pagano. Noi non staremo zitti. La mozione per l’uscita del Comune di Prato da Plures è pronta e la depositeremo comunque. Chiediamo che il Consiglio straordinario sia riconvocato prima dell’Assemblea dei soci e che il sindaco venga in aula a dire con quale mandato voterà il nuovo CdA. Le scelte su Plures si pagano con le bollette dei pratesi e i pratesi hanno diritto di sapere prima, non dopo».

Intanto, in vista dell’Assemblea, spiega ancora Targetti «circolano voci di corridoio sui nuovi assetti della società. Nicola Ciolini verrebbe confermato in rappresentanza di Prato, mentre Alberto Irace lascerebbe il ruolo di amministratore delegato».

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