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Prato, prima campanella per 27.000 studenti. Alla media Mazzoni il benvenuto in musica

di Redazione Prato

	La street band che ha accolto gli alunni delle prime alla media Mazzoni
La street band che ha accolto gli alunni delle prime alla media Mazzoni

La street band dell’istituto ha accolto gli alunni delle prime classi. I saluti del sindaco Biffoni, del presidente della Provincia Calamai e del vescovo Nerbini

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PRATO. La palma per il più allegro primo giorno di scuola spetta quest’anno alla scuola media Mazzoni di via San Silvestro, dove gli studenti delle prime classi stamattina, 15 settembre, sono stati accolti dalla street band dell’istituto sulle note di “Seven nation army”. La scuola ha infatti un indirizzo musicale ormai strutturato che consente la formazione di una vera e propria street band.

Con il suono della prima campanella che segna il ritorno sui banchi di migliaia di studenti pratesi, ha preso il via l'anno scolastico 2026/2027. In occasione dell'inizio delle attività didattiche, questa mattina il sindaco Matteo Biffoni e l'assessora alla Pubblica istruzione Ilaria Santi hanno fatto visita alla scuola Ser Lapo Mazzei per salutare i ragazzi nel loro primo giorno di scuola.

In tutto sono 27mila gli studenti che torneranno oggi nelle aule delle scuole pratesi, di cui 14.320 bambini e ragazzi iscritti alle scuole dell'infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado e 12.710 studenti che frequentano le scuole secondarie di secondo grado. 

«Gli interventi all'interno delle scuole che sono già stati fatti e che proseguiranno nel corso dell'anno, compatibilmente con l'attività didattica, sono il frutto di un impegno condiviso – ha detto il sindaco Biffoni – Dalle misure destinate a rispondere alle esigenze dell'emergenza caldo, alla manutenzione e alla risoluzione dei guasti negli edifici, abbiamo lavorato nell'ottica di non fermarci qui: si tratta di un percorso che in parte viene da lontano, in parte si è rinnovato di recente. Dobbiamo considerare la scuola come il centro della vita cittadina. Qui i nostri ragazzi crescono, è qui che si crea la cittadinanza, e se vogliamo migliorare un pezzo di quel futuro che noi affidiamo ai nostri figli, bisogna partire da qui. È necessario mettere tutti gli operatori scolastici in condizione di lavorare al meglio possibile e bisogna permettere ai ragazzi di stare in ambienti confortevoli e a noi familiari spetta il compito di accompagnarli in questo viaggio sostenendo anche i docenti».

Anche il presidente della Provincia, Simone Calamai, ha voluto salutare gli studenti delle medie superiori all’Istituto tecnico Buzzi. Dopo il tradizionale e goliardico saluto delle pagliette, il presidente ha fatto visita ad alcune classi.

«Le scuole superiori sono uno dei ricordi più belli della mia vita – ha detto Calamai rivolgendosi agli studenti – Il primo giorno di scuola porta sempre con sé qualcosa di speciale, perché non è soltanto il ritorno sui banchi dopo la pausa estiva, ma l’inizio di un nuovo percorso. Per molti significa ritrovare compagni e insegnanti, per altri affrontare una scuola nuova, conoscere persone nuove e magari scoprire passioni e interessi che ancora non conoscevano. La scuola è molto più di un luogo dove si studia, è uno degli spazi più importanti in cui si costruisce il futuro». Il saluto al Buzzi è stato anche un modo simbolico per rivolgere un buon anno scolastico a tutti i 12.710 studenti delle scuole superiori della provincia di Prato, alle loro famiglie, ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e a tutto il personale scolastico.

«A tutti gli studenti pratesi – ha aggiunto il presidente Calamai – va il mio più sincero augurio: buon anno scolastico, buon lavoro e, soprattutto, buon viaggio verso il vostro futuro».

L’inizio del nuovo anno scolastico è anche l’occasione per fare il punto sugli interventi che la Provincia sta portando avanti. «Abbiamo lavorato in questi mesi per fare in modo che le nostre scuole superiori fossero pronte ad affrontare il nuovo anno scolastico nelle migliori condizioni, investendo sulla sicurezza, sulla funzionalità e sulla qualità degli spazi dedicati agli studenti – sottolinea Calamai – L’Istituto Buzzi è un esempio importante di questo impegno. Proprio in questi giorni sta arrivando a completamento il significativo intervento di riqualificazione e sistemazione dell’ingresso dell’istituto, uno degli spazi più importanti e visibili della scuola. Ma sono in corso anche altri due interventi di grande rilievo. Il primo riguarda le coperture dell’edificio, che consentirà di mettere in sicurezza la struttura e risolvere il problema delle infiltrazioni che interessava la scuola. Un investimento di circa 3,5 milioni di euro, la cui conclusione è prevista nei prossimi mesi. L’altro intervento riguarda il completo rifacimento dei servizi igienici dell’istituto per un valore di oltre 1,5 milioni di euro. Sono investimenti importanti, che dimostrano quanto sia prioritario per la Provincia continuare a investire nella qualità, nella sicurezza e nella funzionalità degli edifici scolastici».

Nel giorno dell’apertura della scuola il vescovo Giovanni Nerbini ha scritto un messaggio di augurio e incoraggiamento indirizzato «a tutti gli scolari e gli studenti della diocesi di Prato».

 «Carissimi, oggi per tutti voi inizia un nuovo anno scolastico certamente impegnativo soprattutto per i più grandi. A volte siamo più portati a considerare il sacrificio e la fatica che esso comporta piuttosto che l’opportunità che offre. Eppure lo studio anche scolastico, a tutte le età, rappresenta una grande, insostituibile risorsa che ci aiuta a prendere consapevolezza di chi siamo, del valore della nostra vita, delle nostre caratteristiche e peculiarità, del posto che siamo chiamati ad occupare nel mondo, della nostra vocazione in senso più alto. In più lo studio offrendoci conoscenze umane, scientifiche e tecniche ci permette di portare il nostro contributo unico, originale per la crescita dell’umanità intera.  In questo periodo Rai Storia sta riproponendo la vita e l’opera di Maria Skłodowska Curie insignita del premio Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911. In un tempo nel quale nel suo paese, la Polonia, alle donne era impedito di accedere agli studi superiori ella prese sul serio le sue risorse intellettuali e si trasferì a Parigi per poterlo fare fino a diventare la prima donna che ebbe il privilegio di insegnare alla Sorbona. Le applicazioni delle sue scoperte in campo medico hanno portato alla salvezza di un numero straordinario ed incalcolabile di persone. Cari ragazzi e giovani è quello che auguro a ciascuno di voi. Che la vostra avventura scolastica non sia un rassegnato e sofferto cammino per giungere ad un diploma scolastico ma una bellissima avventura umana ed intellettuale ricca di frutti.      Oggi celebrerò la santa Messa pensando a tutti voi e chiedendo al Signore che vi dia forza, entusiasmo e coraggio per coltivare un sogno di vera e completa realizzazione».

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