Prato, accordo a sorpresa nella vertenza Acca: riassunti 60 lavoratori
L’intesa trovata nella notte prevede il riassorbimento dei dipendenti della logistica cinese da parte della Held nel magazzino di Capalle
PRATO. Quello che sembrava impossibile si è dimostrato possibile. La scorsa notte è stato raggiunto l’accordo tra la logistica cinese Acca srl e il sindacato Sudd Cobas per la riassunzione di 60 dipendenti in sciopero dallo scorso 19 giugno. Saranno riassunti dalla società Held e lavoreranno nel capannone preso in affitto dalla stessa Held in via Leonardo da Vinci a Capalle (Campi Bisenzio), uno dei quattro siti davanti ai quali era attivo da oltre un mese un picchetto del sindacato Sudd Cobas.
La chiusura della trattativa è arrivata a sorpresa la scorsa notte e prevede il riassorbimento dell’80% della forza lavoro. Per il restante 20% c’è la prospettiva di un successivo reinserimento una volta passata la prima fase dell’attività.
Dopo il muro contro muro che andava avanti da oltre due mesi, con l’assalto degli imprenditori cinesi al picchetto di Seano lo scorso 23 giugno e il successivo sgombero eseguito dalla polizia il 3 luglio, in pochi scommettevano su una soluzione positiva della vicenda, ma il Sudd Cobas non ha mai mollato, nemmeno durante la canicola di agosto, e ora raccoglie i frutti.
«Ci abbiamo creduto perchè siamo da sempre convinti che non esistano cause perse, ma lotte difficili che hanno bisogno di essere portate avanti con determinazione – commenta il sindacato Sudd Cobas – Da tanti anni facciamo sindacato coltivando la fede che un cambiamento non sia solo necessario ma anche possibile, e può venire solo dal basso, dalle persone comuni che fanno la classe operaia di oggi. C'è un potere enorme nell'unità e la solidarietà tra lavoratori. Questa fede non è mai stata tradita. E questa vittoria deve essere un ulteriore iniezione di speranza per tutti. Stiamo costruendo un modo di fare sindacato che ridà potere alle persone. E alla fine una piccola comunità multinazionale, fatta di operai immigrati da diversi continenti, ha fatto fallire i piani di una multinazionale. Abbiamo fatto bene a disobbedire quando ci veniva ordinato di cessare i picchetti. Perchè non avremmo mai raggiunto questo risultato. Alla luce di questo risultato straordinario, è proprio il caso di dirlo: viva i picchetti!».
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Provincia Simone Calamai, che aveva promosso il tavolo di confronto con l’azienda cinese, dal sindaco e dal vice sindaco di Prato Matteo Biffoni e Diego Blasi e dal sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti.
«Siamo estremamente soddisfatti dell'accordo raggiunto e, soprattutto, della ripartenza di un'attività che offre una nuova prospettiva occupazionale a 60 lavoratori. È un risultato importante, che riconosce il buon lavoro svolto dal sindacato Sudd Cobas e dai rappresentanti della custodia giudiziale dell’azienda Acca e conferma il grandissimo valore del tavolo istituzionale. Questa esperienza dimostra che il confronto tra le parti, quando è accompagnato e sostenuto dalle istituzioni, può produrre soluzioni concrete».
Il presidente Calamai sottolinea anche la validità del metodo adottato: «Dopo l'esito positivo del tavolo sulla vertenza dell'azienda L'Alba, arriva un altro risultato significativo. È un segnale che ci conferma nella scelta di utilizzare questo strumento di confronto, che si sta dimostrando innovativo ed efficace. Il compito delle istituzioni non è sostituirsi alle parti, ma creare le condizioni affinché il dialogo possa svilupparsi e portare a risposte concrete. In questo caso, il lavoro condiviso ha contribuito a costruire un percorso che offre oggi una prospettiva a 60 persone».
Il tavolo di confronto potrà rappresentare un modello per rafforzare ulteriormente l'attenzione sul lavoro nel territorio, contrastare l'illegalità e valorizzare la parte sana del distretto pratese. Provincia e Comuni ribadiscono infatti che la tutela del lavoro e il contrasto all'illegalità, allo sfruttamento e al dumping sociale restano priorità assolute. Fin dall'inizio, la vertenza Acca è stata inserita in un quadro più ampio di attenzione alla legalità, al corretto funzionamento delle filiere e alla necessità di contrastare fenomeni distorsivi come quello delle aziende "apri e chiudi".
«Il risultato raggiunto non rappresenta soltanto una risposta concreta a una singola vertenza, ma rafforza la capacità del territorio di dotarsi di strumenti condivisi per affrontare situazioni complesse e tutelare il lavoro – aggiungono gli amministratori locali – Dimostra, altresì, come l’azione congiunta e concreta di tutte le istituzioni su questo fronte debba rappresentare un forte monito per chiunque pensi di poter ricorrere a scorciatoie, eludendo il pieno rispetto delle tutele e dei diritti del mondo del lavoro. Continueremo a seguire l'attuazione dell'accordo e a mantenere alta l'attenzione, perché ogni posto di lavoro salvaguardato e ogni percorso di ricollocazione costituiscono un risultato per l'intera comunità».
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