Il Tirreno

Prato

Il caso

Prato, Targetti ha presentato un esposto alla Corte dei conti sulla cessione di Gida ad Alia

di Redazione Prato

	Una veduta dell'impianto di Baciacavallo
Una veduta dell'impianto di Baciacavallo

Il candidato sindaco civico chiede di fare luce sull’operazione ventilando un possibile “regalo” agli industriali. L’oggetto del contendere è la stima del valore dell’acquedotto industriale

3 MINUTI DI LETTURA






PRATO. Il candidato sindaco Jonathan Targetti (lista civica “L’alternativa c’è”) ha firmato ieri, 3 maggio, un esposto diretto alla Corte dei Conti, e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Prato, in relazione all’operazione di cessione delle quote di Gida Spa (Gestione Impianti Depurazione Acque) ad Alia Multiutility Spa, avvenuta nel 2024. Lo ha fatto durante un incontro pubblico al circolo Mcl di Paperino.

L’esposto segnala un possibile danno erariale a carico di Alia, società a controllo pubblico, che nel 2024 ha acquistato Gida sulla base di una valutazione di 13,5 milioni di euro, mentre il valore regolatorio indicato durante quei giorni da Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), l’unico giuridicamente applicabile in quel contesto secondo Targetti, si attesta tra i 3 e 4 milioni.

«La lettera con cui l’Autorità Idrica Toscana chiedeva a Gida i propri dati economico-patrimoniali “al fine di elaborare le tariffe di Publiacqua” – spiega Targetti – cioè il primo atto formale del procedimento che avrebbe portato alla cessione obbligatoria di Gida, è datata 25 marzo 2024. La delibera con cui Confindustria Toscana Nord ha venduto le proprie quote ad Alia è del 27 marzo 2024. Due giorni dopo».

«Quando il Comune di Prato e Ctn cedettero le quote valorizzando GIDA a 13,5 milioni (con una perizia, peraltro, commissionata dalla stessa Gida e non da un soggetto terzo indipendente) – aggiunge Targetti – era già formalmente avviato il procedimento che avrebbe imposto la cessione degli asset di Gida a Publiacqua secondo i parametri regolatori Arera, strutturalmente incompatibili con quella valutazione».

Secondo il candidato sindaco il metodo adottato dalla perizia, basato sul patrimonio netto contabile, risulta essere del tutto inappropriato: «Quando una società di depurazione viene inclusa nel Servizio Idrico Integrato, come era già previsto dalla normativa toscana per i gestori con prevalenza di acque civili, il prezzo di cessione non è libero: è fissato per legge da Arera sul costo storico ammortizzato dei cespiti, e produce valori ben inferiori al patrimonio netto. Nessuno dei soggetti coinvolti avrebbe potuto legittimamente ignorarlo».

«Questo esposto nasce da settimane di studio di numerosi atti pubblici – dice Targetti – I numeri parlano chiaro: Alia, che è una società dei Comuni toscani e quindi dei cittadini, ha pagato una cifra che non rispecchiava il valore reale e il destino regolatorio già scritto di quella società. Vogliamo sapere chi sapeva, quando lo sapeva, e perché l’operazione sia andata avanti lo stesso. Non è un attacco politico indirizzato a qualcuno ma un atto di responsabilità verso i pratesi che quella Multiutility la finanziano con le loro bollette».

L’esposto segnala inoltre che elementi dell’operazione Gida figurano nell’atto di accusa della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nell’ambito del procedimento per corruzione che vede indagati l’ex sindaca Ilaria Bugetti e l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci. Il candidato sindaco non entra nel merito dell’indagine penale, ma ritiene necessaria una verifica autonoma e indipendente sotto il profilo del danno erariale per estendere eventuali altre responsabilità politiche ed amministrative.

In Primo Piano

Welfare

Isee sotto i 35mila euro: tutti i bonus che puoi richiedere quest'anno

di Redazione web
Speciale Scuola 2030