Il Tirreno

Prato

Arte contemporanea

Prato, il Museo Pecci “alleva” giovani artisti: studieranno anche l’overtourism

di Riccardo Tempestini

	La presentazione del progetto al Museo Pecci
La presentazione del progetto al Museo Pecci

Il progetto prevede 20 borse di studio con un finanziamento di mezzo milione di euro concesso dall’Unione europea

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. “Supertoscana”, questo il titolo del progetto di residenza di ricerca e di produzione in corso al Centro Pecci aperto a 20 artisti e curatori under 36, per il bando della Regione con il finanziamento di 499mila euro concessi dall’Unione europea per il sostegno all’occupazione nei beni culturali e nell’arte contemporanea. Il progetto è realizzato dal Centro Pecci in collaborazione con Ba.Co. Baratti, Casa Masaccio , Magazzini Generali, Livorno, Museo delle arti Carrara e Siena Art Institute. Il progetto è stato presentato da Paolo e Laura Giuntini della Regione insieme al direttore Stefano Collicelli Cagol e ai curatori Michele Bertolino e Gabriella Rebello Kolandra. Il programma si configura come uno spazio di confronto in cui pratiche artistiche, pensiero critico e competenze professionali si incontrano in un articolato ciclo di incontri, workshop, visite e momenti di dialogo, coinvolgendo artisti, teorici, curatori, insieme a professionisti del sistema dell’arte contemporanea italiano.

Il progetto consiste in residenze strutturate come occasioni di formazione, ricerca e di produzione. Il bando prevede 20 borse di residenza, articolate in due cicli di 7 mesi, destinati complessivamente a 14 artisti e 6 curatori under 36. Il primo ciclo indaga la relazione tra ambiente e paesaggio urbano, offrendo ai residenti l’occasione per esplorare le trasformazioni del paesaggio attraverso prospettive ecologiche, sociali e politiche. L’obiettivo è definire narrazioni non stereotipate sul paesaggio toscano contemporaneo, riflettere sulle dinamiche dell’overtourism, e indagare pratiche legate alla cittadinanza attiva e alla tutela dei beni comuni. La prima residenza, iniziata ad aprile, si concluderà a novembre 2026 con una mostra dall'8 ottobre.

Il secondo ciclo è occasione per riflettere sulla geografia umana e produttiva toscana, a partire dalla sua storia manifatturiera. Il focus è la relazione tra arte, impresa e territorio, con particolare attenzione ai saperi artigiani e alla costruzione di nuove narrazioni culturali nelle aree ospitanti. La residenza si svolgerà tra giugno 2026 e febbraio 2027. Ogni ciclo di residenza prevede: 2 mesi di formazione interdisciplinare a Prato, dove sono organizzate lezioni, workshop e laboratori con professioniste e professionisti del sistema dell’arte contemporanea; 3 mesi di residenza presso i partner ospitanti, dove i residenti avranno modo di produrre un lavoro o approfondire la ricerca; e 2 mesi conclusivi a Prato dedicati alla progettazione curatoriale di una mostra, allo sviluppo del public program e alla produzione del catalogo. I partecipanti al primo ciclo sono Arianna Tremolanti, Marco Basso, Carolina Cappelli, Li Cui, Gaia De Megni,Giulia Menegale, Beatrice Miniaci , Rebecca Pak, Paolo Peng, Colin St Mary, e per il secondo ciclo, Alessia Bressan, Lorenzo Bretagna, Enrico Camprini, Elena Di Battista, Johannes Equizi, Claudia Mangone, Marta Morandini, Aman Novara, Beatrice Spadea, Ile Sartuzzi.

Il calcio che non ci piace
Il caso

Calcio, il memorial giovanile finisce malissimo: «Arbitro preso a sassate da una mamma»

di Redazione web
Speciale Scuola 2030