Il Tirreno

Prato

Verso il voto

Prato, perché Mario Adinolfi è stato escluso dalle elezioni comunali? Le firme, i sospetti e l’annuncio sui social

di Redazione web
Prato, perché Mario Adinolfi è stato escluso dalle elezioni comunali? Le firme, i sospetti e l’annuncio sui social

La decisione della commissione elettorale arriva dopo le verifiche sulla documentazione presentata, mentre il leader del Popolo della Famiglia contesta l’esclusione e promette di reagire dopo la comunicazione ufficiale

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Esce un candidato sindaco a Prato, ma ne spunta subito un altro: la commissione elettorale, come di consieto, è stata chiamata a valutare la regolarità della documentazione richiesta a ogni lista e a decidere di conseguenza. Commissione che alla fine ha escluso Mario Adinolfi sostenuto dalla lista del Popolo della Famiglia. La motivazione sarebbe da ricercare, secondo le informazioni trapelate, nella mancanza del numero minimo di firme richiesto per presentare la candidatura. A questo punto non è escluso un ricorso da parte della lista del Popolo della Famiglia.

Il nuovo candidato

In ogni caso gli elettori pratesi troveranno, come previsto, sei candidati sindaco sulla loro scheda, questo perché in sordina, senza aver fatto comunicati o presentazioni ufficiali, alla commissione elettorale è arrivata un’ulteriore lista con un ulteriore candidato sindaco. Si tratta di Emilio Paradiso, che già alle elezioni del 2024 aveva presentato una propria lista, che però all’epoca era stata esclusa, sempre a causa del non raggiungimento del numero richiesto di firme valide. Come nel 2024 la lista a suo sostegno si chiamerà “Alleati per Prato”. A comporla sono Enrico Lai, Mario Vicinanza, Anna Poli, Sergio Castignani, Carmela Caggiano, Samuela Bresci, Maurizio Nardozza, Manola Rossi, Sabrina Mordini, Alessia Perugini, Mario di Blasio, Alessandra Nieri, Katia Polidori, Giada Pellegrinetti, Stefano Carotta, Anna Maria Pacchioni, Saverio Loriano Fibucchi, Elena Paradiso, Silvia Nieri, Luciano Bini, Stenio Salvadori e Annamaria Soda.

Il sorteggio delle posizioni sulla scheda

Sempre ieri la commissione ha proceduto al sorteggio della posizione “in griglia” dei candidati sindaco e delle liste che li sostengono. Per quanto riguarda i candidati sindaco l’ordine sulla scheda sarà il seguente: il primo nome sarà quello dell’ex sindaco e candidato del centrosinistra Matteo Biffoni, seguito nell’ordine da Emilio Paradiso, dal candidato del centrodestra Gianluca Banchelli, da Enrico Zanieri, da Jonathan Targetti e da Claudio Belgiorno.

L’ordine dei simboli delle liste

Per quanto attiene all’ordine delle liste questo riguarda Biffoni e Banchelli, visto che sono gli unici ad averne più di una a loro sostegno. L’ordine dei simboli, per quanto riguarda matteo Biffoni, sarà il seguente: Orgoglio per Prato, lista Biffoni Sindaco, Avs, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico. Per Gianluca Banchelli invece il primo simbolo sulla scheda sarà quello di Forza Italia, seguito da Fratelli d’Italia e dalla Lega.

Il ricorso di Adinolfi

Il Corriere riporta il motivo dell’esclusione della lista di Adinolfi. Su 463 firme presentate, ben 449 risulterebbero autenticate da un unico consigliere comunale, Mirko De Carli, in un altro territorio (in provincia di Ravenna). Fin qui, formalmente possibile. Ma è il resto ad avere “convinto” la commissione: 69 firme accompagnate da documenti scaduti, 12 sottoscrittori già «impegnati» con altre liste, due firme attribuite a persone decedute e altri due cittadini che negano di aver firmato. Nel pomeriggio di martedì 28 aprile Adinolfi si è affidato a un messaggio sui social in cui annuncia ricorso: «Un grazie ai fiorentini. Ero arrivato al Tribunale amministrativo di via Ricasoli con l’umore che virava verso la rabbia ma sono stato travolto dal vostro affetto, persino dentro il TAR mi sono stati chiesti selfie e rivolti pensieri di incoraggiamento. Voglio fidarmi della magistratura toscana – scrive Adinolfi –  a cui ho prodotto gli atti che dimostrano senza possibile smentita non solo che tra le firme depositate alla commissione elettorale non c’era nessun morto (il verbale di consegna evidenzia incontrovertibilmente che sono state depositate 370 firme con i relativi certificati elettorali e nessun morto è in possesso del certificato elettorale) ma che noi siamo stati fatti oggetto di una campagna atta a “toglierci di mezzo” in un contesto dove si vuole andare a una restaurazione senza scossoni dei poteri che da dodici anni guidano Prato e che, come si è dimostrato con l’inchiesta della direzione distrettuale antimafia che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale, sono collusi e corrotti da industriali, massoneria deviata, cricche e mafie. Sempre dalla stessa area – scrive Adinolfi –  è stato più volte detto fin dal nostro affacciarci a Prato che saremmo stati colpiti e l’agguato alla conferenza stampa di presentazione era dentro questa logica. Un partito come il Popolo della Famiglia che era appena arrivato a superare il 5% alle politiche in Veneto e che a Prato era visto da molti cittadini come “liberatore” perché estraneo agli interessi locali dei corrotti che la governano indegnamente da dodici anni, in più conversazioni è stato indicato come “da eliminare”. Alcuni ambiti mediatici si sono prestati all’operazione e alcuni imprudenti hanno ripetuto che “così ci sbarazziamo per sempre di Adinolfi”. Non accadrà mai, potete provare solo con una pallottola in testa. Gli atti, lo ripeto, assolutamente chiari e incontestabili della porcata che è stata compiuta ai danni del PdF sono a disposizione della seconda sezione del TAR presieduta dal dott. Alessandro Cacciari. Attendo la convocazione entro lunedì per andare a discutere il ricorso del Popolo della Famiglia. Tutti noi vogliamo confidare nella serietà della magistratura e io ringrazio i fiorentini per il calore. Oggi ne avevo bisogno».

In Primo Piano

La misura

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: chi può richiederlo e come funziona (davvero) – Cosa c’è da sapere

di Redazione web
Speciale Scuola 2030