Il Tirreno

Prato

La vertenza

Sfruttamento, il Sudd Cobas apre il fronte dei ristoranti


	La protesta davanti a uno dei due ristoranti ai Gigli
La protesta davanti a uno dei due ristoranti ai Gigli

Protesta davanti a due locali del centro commerciale dei Gigli di Campi Bisenzio

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Dalle confezioni alla logistica e ora ai ristoranti. Il sindacato Sudd Cobas ha aperto un nuovo fronte di lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori, spostandosi in uno dei tempi dello shopping pre-natalizio, il centro commerciale dei Gigli di Campi Bisenzio, dove venerdì 28 novembre è stato indetto uno sciopero dei lavoratori delle cucine di due ristoranti.

I ristoranti interessati dallo sciopero sono Mr Wu e Umi Sushi, due imprese gestite dalla stessa famiglia, che possiede anche altri ristoranti a Prato, Firenze e in altre città. «Questa è l’ennesima dimostrazione che a piccole imprese spesso corrispondono grandi proprietari» si legge in una nota del Sudd Cobas.

«Nel giorno dello sciopero generale – spiega la nota – i lavapiatti e gli aiuto hanno manifestato pacificamente di fronte ai ristoranti dove sono impiegati, all'interno del centro commerciale più importante della Piana. I lavoratori erano assunti con contratti a 4 ore, quando ne lavoravano in realtà 11 al giorno. A volte nei fine settimana arrivavano a lavorarne anche 13, venendo costretti a lavorare anche durante la pausa pomeridiana. Metà della retribuzione veniva loro corrisposta in nero, quindi senza che l’imprenditore ci pagasse tasse né contributi».

«Il sistema di lavoro che finora vigeva a Mr Wu e Umi Sushi –aggiunge il Sudd Cobas – è lo stesso che affligge decine di migliaia di lavoratori della ristorazione nella Città Metropolitana Fiorentina. Uomini e donne, migranti e italiani, accomunati dallo stesso rapporto con un'industria vorace, che si nutre del loro sfruttamento per proliferare nel bel Paese. Quella di oggi è l'inizio di una mobilitazione più ampia che coinvolgerà alcuni dei lavoratori del settore che si sono rivolti al nostro sindacato per ottenere contratti regolari e condizioni di lavoro dignitose. Per troppo tempo ci hanno raccontato che nei ristoranti è normale essere pagati in nero, campare sulle mance, lavorare con contratti a chiamata, in un precariato senza fine e senza scopo. I lavoratori hanno deciso di non starci più e sono pronti a dimostrare che un'altra normalità è possibile».

Davanti ai due ristoranti oggetto della protesta è poi arrivata la direttrice del centro commerciale e la proprietà dei locali si è detta disposta ad aprire un tavolo per parlare delle condizioni di lavoro dei dipendenti.

Primo piano
Omicidio suicidio

«Faccio una follia», poi spara alla compagna e si uccide: tragedia al confine con la Toscana – Lui era un sottufficiale dell’Aeronautica

di Redazione web