Gioco
Prato, per Forza Italia non ci si può definire antisionisti senza essere anche antisemiti
Due esponenti azzurri attaccano Marta Logli, candidata del Pd alle elezioni regionali
PRATO. Forza Italia sostiene che non ci si può definire antisionisti se non si vuole incorrere nell’accusa di antisemitismo. Questo il senso di una nota diffusa oggi da Francesco Cappelli, commissario del partito, e da Lorenzo Marchi, capogruppo a Montemurlo. Cappelli e Marchi ce l’hanno con Marta Logli, candidata al Consiglio regionale per il Partito democratico, che sul suo profilo Facebook si era definita antisionista. Cioè oppositrice del movimento nazionalista che ormai quasi 80 anni fa portò alla nascita dello stato di Israele.
«Riteniamo gravissimo e inaccettabile – scrivono – che una candidata alle elezioni regionali scelga di definirsi pubblicamente antisionista. L’antisemitismo, in qualunque forma si presenti, è una piaga che ha segnato in maniera drammatica la storia europea. Dichiararsi antisionisti non significa una semplice critica alla politica di un governo: significa porsi contro l’esistenza stessa dello Stato di Israele e contro il diritto del popolo ebraico ad avere una patria sicura. Esprimiamo profonda preoccupazione per le affermazioni della candidata Marta Logli, che sembrano assumere posizioni di forte ostilità nei confronti dello Stato di Israele, mettendone in discussione la legittimità e il diritto all’esistenza. Questo tipo di messaggi, lanciati con leggerezza in campagna elettorale, alimentano tensioni, divisioni e rischiano di legittimare sentimenti di odio nei confronti della comunità ebraica. Forza Italia ribadisce con fermezza la propria vicinanza e solidarietà ad Israele e al popolo ebraico, al quale ci lega un vincolo storico e morale indelebile. Non c’è spazio, né oggi né mai, per posizioni che rimandano alle pagine più buie del Novecento. Invitiamo pertanto il Partito democratico a prendere immediatamente le distanze dalle dichiarazioni della propria candidata, chiarendo senza ambiguità che l’Italia e le sue istituzioni non mettono in discussione la legittimità e il diritto all’esistenza dello Stato di Israele. Prato e la Toscana non possono essere il palcoscenico di slogan pericolosi che nascondono, sotto una veste pseudo-ideologica, la più antica forma di discriminazione».
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