Gioco
Prato, caso Tommaso Cocci: la procura sentirà anche i consiglieri comunali di maggioranza – Il punto sulle indagini
Disposta pure l’analisi di pc e telefonini di Poggianti e Belgiorno. In arrivo il super consulente informatico. Intanto lo scandalo cambia lo scenario politico di FdI in città
PRATO Un segnale digitale che grida più forte di un sussurro: il fascicolo sul ricatto a Tommaso Cocci entra nella fase della prova tecnica. I carabinieri hanno consegnato alla procura di Prato decine di dispositivi sequestrati durante le perquisizioni; sms, foto, chat e metadati saranno scandagliati per stabilire chi ha scritto e inviato le lettere anonime che hanno invaso le caselle dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia. Il procuratore Luca Tescaroli ha affidato l’incarico all’informatico forense Vincenzo D’Abbundo, formalizzato mercoledì: il suo compito è analizzare telefonini, pc e supporti sequestrati nelle abitazioni e negli uffici di Claudio Belgiorno e Andrea Poggianti, indagati per revenge porn e diffamazione. Gli avvocati hanno nominato consulenti di fiducia: il collegio difensivo di Belgiorno ha scelto Alessandro Fiorenzi; l’avvocato di Cocci, Olivia Nati, ha indicato Daniele Da Prato Witting.
È un esame che può decidere la traiettoria dell’inchiesta-terremoto: le lettere anonime, corredate da foto intime, chat private e perfino da accuse relative a una presunta appartenenza massonica di Cocci, secondo gli investigatori erano lo strumento per demolire la sua immagine pubblica e costringerlo al ritiro dalla corsa elettorale insieme a Belgiorno. La procura vuole ora accertare se si tratti di una campagna organizzata, studiata da più mani. Parallelamente proseguono gli interrogatori delle persone informate sui fatti.
Nelle scorse ore sono stati convocati due ex consiglieri comunali della maggioranza che sosteneva la sindaca Ilaria Bugetti e la sua giunta. Verranno ascoltati nei prossimi giorni, le loro deposizioni potranno chiarire contatti, scambi e possibili moventi politici. Le audizioni, condotte in ambiente protetto, serviranno a mettere insieme tasselli che colleghino la vicenda alle dinamiche interne al gruppo. Nei giorni scorsi Belgiorno ha risposto ai magistrati, producendo documenti che - sostiene la difesa - proverebbero la sua estraneità; analoga linea per Poggianti. Cocci, vittima delle lettere, non ha mai nascosto i sospetti: «L’obiettivo era estromettermi dalla competizione», ha dichiarato.
Per ora gli accertamenti delineano un quadro di campagne anonime, fughe di dati e attacchi mirati alle ambizioni politiche locali. Gli esiti delle analisi forensi, che saranno confrontati con le consulenze di parte, possono fornire tracce decisive: dalle tempistiche dei messaggi ai percorsi di condivisione dei file, fino agli account e agli indirizzi IP che hanno instradato le comunicazioni. Se emergeranno collegamenti certi, il fascicolo potrebbe allargarsi e assumere profili penali più ampi. Il caso ha già prodotto scosse politiche nel centrodestra pratese e riaperto il dibattito sull’uso degli strumenti digitali per colpire avversari. Di fronte a telefonini e hard disk sotto esame resta da capire quanto fosse politica l’operazione e quanto personale la vendetta.
La tensione resta alta. A chiudere la pagina politica, Fratelli d’Italia ha deciso di azzerare le liste: per la tornata regionale è stata indicata come capolista Chiara La Porta, scelta che segna un ridisegno delle candidature dopo lo scandalo che ha scosso il partito locale. E dà un segnale anche in vista delle Comunali. La Porta, non è un mistero, è il nome su cui il plenipotenziario di Meloni, Giovanni Donzelli, vuole puntare per conquistare la Prato ferita da un’inchiesta che ha costretto alla dimissioni l’ex sindaca Bugetti.
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