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I sindacati contro la direzione dei Gigli: «Illegale chiedere ai dipendenti se sciopereranno a Ferragosto»
Anche il Pd si schiera al fianco dei lavoratori: «Attacco inaccettabile ai loro diritti»
PRATO. I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno inviato oggi, 8 agosto, una diffida formale alla direzione del Centro Commerciale I Gigli di Campi Bisenzio in seguito ad alcune segnalazioni riguardanti richieste avanzate ad alcuni lavoratori e lavoratrici dei negozi interni di dichiarare preventivamente la propria adesione o meno allo sciopero proclamato per il 15 agosto contro l’apertura nel giorno di Ferragosto.
«Tale comportamento – scrivono i sindacati – oltre a rappresentare una grave violazione dei diritti sindacali e della libertà individuale, contrasta con le norme vigenti che tutelano il diritto costituzionale di sciopero. Le organizzazioni sindacali segnalano inoltre che, in alcuni punti vendita, sarebbero state avanzate promesse di premi a chi deciderà di lavorare il 15 agosto non aderendo allo sciopero. Un comportamento gravissimo e scorretto, che se non cesserà immediatamente sarà oggetto di segnalazione alla Guardia di Finanza. Chiedere in anticipo ai lavoratori se aderiranno o meno allo sciopero è inaccettabile. È un’ingerenza che mina le libertà sindacali e personali».
Nella diffida si intima alla direzione dei Gigli di interrompere immediatamente ogni iniziativa volta a raccogliere informazioni sull’adesione allo sciopero, anche in forma indiretta o informale. In caso contrario, le organizzazioni sindacali annunciano che attiveranno senza ulteriore preavviso tutte le azioni legali e sindacali necessarie. Le sigle sindacali ribadiscono l’importanza di garantire il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e invitano la direzione a un comportamento rispettoso e conforme alle norme.
Sulla questione interviene anche il Partito democratico di Prato. «I lavoratori del centro commerciale I Gigli si trovano oggi di fronte a un attacco inaccettabile ai loro diritti – si legge in una nota del Pd – La direzione del centro vorrebbe ridurre le chiusure annuali da 5 a 3, cancellando di fatto l'accordo storico che nel 2013 garantiva 8 giorni di chiusura all'anno».
«Non solo – aggiunge la nota – Si chiede ai lavoratori e alle lavoratrici uno sforzo ulteriore per garantire l'apertura dei negozi fino alle 21 anche il giorno di Ferragosto, creando un precedente molto pericoloso. È uno sfregio nei confronti di chi in questi anni si è battuto per estendere i diritti di tutte le persone coinvolte nel settore. Settore che troppo spesso vede applicarsi contratti precari e bassi stipendi per mansioni che già impegnano il tempo lontano dai propri cari durante i periodi di ferie. La situazione è ancora più preoccupante se pensiamo che nessuna delle richieste presentate dai lavoratori ha avuto riscontro dall'azienda in termini di miglioramento della sicurezza del Centro. E questo nonostante i numerosi episodi di risse, scippi, furti e auto aperte nei parcheggi».
«È grave ancor di più che una sindacalista, impiegata Ovs, sia stata licenziata con l'accusa di furto quando ha superato la barriera casse per parlare con la delegata sindacale del negozio Coin. Si trovava in mano un oggetto del valore di pochi euro. Un gesto che dimostra tutta la pretestuosità dell'atto e l'arroganza di un sistema che mal si pone verso coloro che legittimamente chiedono una qualità maggiore nel rapporto vita-lavoro».
«Saremo sempre a fianco delle persone che lavorano in modo onesto – si conclude la nota del Pd – e che soffrono logiche del consumo sempre più aggressive. Il progresso, la tecnologia e l'avanzamento della cultura del lavoro avrebbero dovuto portare a un miglioramento delle condizioni materiali dei lavoratori. Purtroppo assistiamo all'esatto contrario. Ci batteremo con ancora più forza per un lavoro dignitoso, ben pagato e rispettoso della vita di tutti gli impiegati».
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