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Inchiesta alluvione a Prato: il Pd “preoccupato” e le opposizioni all’attacco
Biagioni, segretario dem: «La stella polare che ha guidato gli amministratori e ci guiderà in futuro sarà lavorare per mettere in sicurezza il territorio»
PRATO. "Apprendiamo con grande preoccupazione della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura per i tragici eventi dell'alluvione del novembre 2023. Si tratta di un momento particolarmente difficile e delicato per la nostra comunità politica". Lo ha detto Marco Biagioni, segretario provinciale del Pd. "Come Partito democratico – dice Biagioni – esprimiamo vicinanza agli amministratori coinvolti, certi che sapranno difendersi nelle sedi giudiziarie e dimostrare la correttezza del loro operato. Rispettiamo il lavoro della magistratura e confidiamo che la verità emerga in tempi ragionevoli. Quella tragica alluvione ha segnato profondamente la nostra città e il territorio pratese. Non possiamo dimenticare il dolore delle famiglie e delle imprese colpite e l'impegno di tutti coloro, dagli amministratori ai volontari, che si sono prodigati per affrontare l'emergenza. Siamo certi che la stella polare che ha guidato gli amministratori e ci guiderà in futuro sarà lavorare per mettere in sicurezza il territorio e prevenire che simili tragedie possano ripetersi”.
Fratelli d’Italia all’attacco
Di tutt’altro tenore i commenti dell’opposizione. “Leggere la notizia del rinvio a giudizio per 11 persone a seguito degli eventi alluvionali del 2023 nel territorio pratese porta a porsi degli interrogativi sulla gestione del territorio da parte del centro sinistra – dice Matteo Mazzanti, presidente provinciale di Fratelli d’Italia – Non sarà nostra intenzione esultare per questo aggiornamento, ma non possiamo nemmeno negare che alcune osservazioni, poi riprese anche nell’inchiesta, siano state sostenute anche dai partiti di opposizione nel tempo; pertanto, riteniamo il rinvio a giudizio una logica conseguenza di scelte discutibili messe in atto dalle Amministrazioni comunali. Dal consumo sfrenato di suolo a favore della cementificazione alle misure messe in atto per la gestione della protezione civile, sono alcuni dei i temi portati alle attenzioni delle Amministrazioni comunali, rimasti inascoltati e caduti nel vuoto. Sia a Prato che a Montemurlo adesso si aggiunge un altro elemento che pesa tantissimo sull’assetto politico”. Prosegue Mazzanti. “A Prato dopo il caso Bugetti che ha portato ai risultati che tutti stiamo vivendo, anche l’Amministrazione precedente diventa oggetto di una pesante accusa, dalla quale difficilmente la sinistra potrà smarcarsi. A Montemurlo invece la situazione è diversa ed a parer mio anche peggiore”. Mazzanti allude al fatto che a differenza di Prato, a Montemurlo c’è stata una continuità amministrativa. “A differenza di Prato, dove c’è stato un cambio di persone, a Montemurlo dobbiamo rilevare come Calamai abbia riconfermato l’assetto amministrativo del mandato precedente. Come può adesso essere amministrato un Comune come Montemurlo dove il sindaco, l’assessore con deleghe alla Protezione Civile, il dirigente al quale Calamai ha assegnato attribuzioni fondamentali per il funzionamento della macchina amministrativa, sono oggetto di un’inchiesta pesante come questa? Persone che avevano ruoli nel mandato precedente e che continuano ad averne anche in questo, come possono portare ad esempio in approvazione un nuovo Piano di Protezione Civile (che a Montemurlo ancora manca) sapendo di avere questa spada di Damocle sulla testa? Credo che sia opportuno fare delle riflessioni profonde sulla tenuta politica montemurlese e sui risvolti che potrebbero esserci anche a Prato. Ho piena fiducia nella magistratura, ora più che mai è necessario fare chiarezza e stabilire se chi ha avuto ruoli di responsabilità abbia agito con leggerezza. I cittadini aspettano delle doverose risposte”.
Le critiche della Lega
Critiche arrivano anche dalla Lega. “Le notizie diffuse in queste ore confermano un quadro grave e allarmante –sostengono il commissario provinciale Elisa Montemagni e l’ex capogruppo Claudiu Stanasel – Sono undici le richieste di rinvio a giudizio depositate dalla Procura di Prato a carico di amministratori e tecnici accusati, a vario titolo, di omicidio colposo e disastro colposo in relazione all’alluvione che ha colpito il territorio pratese nel 2023. Tra le persone coinvolte figurano anche due esponenti di primo piano del Partito democratico: l’ex sindaco di Prato, Matteo Biffoni, e l’attuale sindaco di Montemurlo nonché presidente della Provincia, Simone Calamai. Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura e auguriamo buon lavoro agli inquirenti, ma è evidente che questa vicenda non sia più solo un caso giudiziario: è anche una questione politica e amministrativa, che chiama in causa le responsabilità di chi ha governato il territorio negli ultimi anni, ignorando segnali e criticità nella gestione del rischio idrogeologico. E il Partito democratico, che amministra da sempre questi territori, non può continuare a voltarsi dall’altra parte, o far finta che la colpa sia di qualcun altro. Davanti a tragedie come quella dell’alluvione, servono serietà, umiltà e assunzione di responsabilità politica. A rendere ancora più grave il quadro complessivo è che questo pesante atto della magistratura si somma alla situazione di un capoluogo, Prato, attualmente commissariato a seguito delle dimissioni del sindaco Bugetti, coinvolta in una separata inchiesta per corruzione. Un’intera classe dirigente del Partito democratico locale è ora al centro di vicende giudiziarie che mettono in discussione anni di gestione amministrativa. Prato e la sua provincia meritano trasparenza, rispetto e istituzioni credibili. La fiducia dei cittadini si ricostruisce con i fatti, non con lo scaricabarile. E chi ha governato fino a oggi dovrà rispondere, se non nelle aule di giustizia, almeno davanti alla comunità che ha subito e continua a subire le conseguenze di decisioni scellerate”.
Il commento di Calamai
"A seguito dell’avviso di garanzia a conclusione delle indagini, la richiesta di rinvio a giudizio era un passaggio atteso che rientra nelle procedure processuali – commenta il sindaco di Montemurlo Simone Calamai – Da parte mia sono molto tranquillo ed ho piena fiducia nell’azione della magistratura. Sono consapevole che è stato fatto tutto quello che era possibile ed a questo proposito esistono tanti elementi che lo possono mostrare, sia per quanto mi riguarda che per gli altri indagati. A questo proposito, apprendo con favore della richiesta di archiviazione per la dipendente Alessandra Casali che, come tutti, ha sempre assolto ai propri doveri. Dunque, da parte mia non posso che esprimere tranquillità e fiducia circa il procedimento in corso”.
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