Sicurezza
A Prato l’allerta arancione si è risolta in una normale giornata di pioggia
L’unico fatto di rilievo a Poggio a Caiano, dove un grosso ramo è caduto sulla regionale 66 sfiorando un’auto di passaggio
PRATO. Alla fine, tanto rumore per (quasi) nulla. L’ennesima emergenza meteo si è risolta in una normale piovosa giornata di inizio primavera, come ce ne sono tante.
L’allerta arancione per il rischio idrogeologico diramata venerdì dalla Regione, che ha indotto molti sindaci a chiudere parchi, piste ciclabili e mercati, oltre all’annullamento deciso dai soggetti privati, col senno di poi non è stato nulla di trascendentale.
Anche dalla Valbisenzio, la parte della provincia di Prato maggiormente sotto i riflettori per il rischio idrogeologico, non arrivano notizie di altre frane di rilievo.
L’unico fatto degno di nota è accaduto invece a Poggio a Caiano, dove ieri mattina, 22 marzo, un grosso ramo si è staccato da un albero del parco del Bargo ed è caduto sulla regionale 66, sfiorando un’auto in transito, il cui conducente è rimasto illeso per miracolo. La strada è stata chiusa per consentire la rimozione del ramo e poi è stata riaperta.
I dati pluviometrici confermano l’impressione di una giornata piovosa ma non di emergenza. È piovuto di più in Valbisenzio, da Cantagallo in giù, un po’ meno a Prato, Carmignano e Montemurlo.
A Prato la sindaca Bugetti non aveva ritenuto necessario aggiungere niente alle ordinanze già in vigore e nessuno recrimina per il rinvio del Capodanno dell’Annunciazione, che con la pioggia sarebbe stata comunque una festa dimezzata. Verrà recuperata nel prossimo fine settimana, ma ancora non ci sono indicazioni su orari e programma.
L’allerta arancione è stata prorogata fino alle 14 di oggi, 23 marzo, e di conseguenza i sindaci, tra cui quelli di Montemurlo, Vaiano e Vernio, hanno prorogato le chiusure (a Vernio anche degli impianti sportivi, a Montemurlo annullato il mercatino del Novecento).
A Vernio l’ordinanza prevede l'interdizione all'accesso a parchi, giardini pubblici e aree giochi, la sospensione di qualsiasi iniziativa, compreso attività commerciali su suolo pubblico.
Il ricordo dell’alluvione del 2 novembre 2023 e l’inchiesta della Procura su quello che non ha funzionato (che vede indagati l’ex sindaco di Prato, il sindaco di Montemurlo e tre assessori) ha evidentemente indotto molti amministratori, nel dubbio, a scegliere la prudenza.
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