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Prato, emergenza finita: si torna a scuola. Si contano le ferite dopo il nubifragio
Ritirate gran parte delle ordinanze, resta chiusa la provinciale Montalbano
PRATO. Verso la normalità dopo la grande paura. L’ondata di maltempo che da venerdì ha investito la Toscana è ormai alle spalle. Gradualmente già da sabato si sono cominciate a riaprire le strade chiuse per gli allagamenti, e parallelamente, si sono cominciate a revocare le varie ordinanze per limitare la mobilità.
Ieri mattina, già prima delle 11, preso atto che l’emergenza era rientrata, il prefetto di Prato Michela La Iacona ha disposto la chiusura del Centro coordinamento soccorsi che era stato attivato venerdì nella sala operativa dei vigili del fuoco. Ma questo nubifragio, l’ennesimo, qualcosa ha lasciato sul territorio, sia sotto forma di ferite, soprattutto per quanto riguarda la viabilità collinare, sia sotto forma di esperienza, per vedere dove si potrà fare qualcosa per affrontare meglio fenomeni atmosferici che ormai stanno diventando sempre più frequente. Questo potendo contare su una macchina come quella della protezione civile che si dimostrata decisamente all’altezza della situazione
I numeri
A rendere l’idea di quell’efficienza detta sopra contribuiscono proprio i numeri. Partiamo da una cifra tonda, 100: tanti i millimetri di pioggia che, rispettando le previsioni, sono caduti su Prato tra la mezzanotte di venerdì e quella di sabato. Nel solo Comune di Prato il numero verde della protezione civile ha ricevuto 334 chiamate per altrettanti interventi, e sono state impiegate 40 squadre operative per un totale di oltre 160 volontari. Per citare altri Comuni a Carmignano sono stati fatti oltre 15 interventi tra frane e allagamenti, con l’impiego di venti dipendenti e operai comunali e altrettante persone nel sistema della protezione civile; mentre a Montemurlo sono arrivate 39 richieste di intervento, con l’attivazione di 48 volontari, 14 mezzi e 3 pompe idrovore.
Aperture e chiusure
Revocate diverse ordinanze di chiusura, a partire, dopo una serie di sopralluoghi effettuati tra sabato e domenica nei diversi comuni, da quelle relative alle scuole. Oggi in tutti i comuni del Pratese gli studenti potranno tornare in classe. Revocati anche i provvedimenti che prevedevano la chiusura di cimiteri e parchi, con l’eccezione della città di Prato: qui, da oggi, impianti sportivi pubblici e privati (all'aperto e al chiuso), locali di pubblico spettacolo, centri ricreativi, musei e biblioteche, spazi di Officina Giovani e PrismaLab, ma al momento rimangono chiusi i parchi e giardini (con l’eccezione del parco Giocagò che ha riaperto ieri). Sempre a Prato resta in vigore il divieto di accesso alle piste ciclabili.
Mobilità
La situazione più grave resta quella della provinciale 10 Montalbano, nel Comune di Carmignano, dove nella strada, che ovviamente è chiusa, si sono aperte enormi fessurazioni che fanno temere uno scivolamento a valle dell’intera carreggiata. Per il resto quasi tutte le strade, sottopassi e ponti compresi, sono stati riaperti. Ieri alle 17 risultavano ancora chiuse via Giramonte e via delle Caserane (nel tratto da via del Castruccio al campo sportivo) nel Comune di Prato. Parzialmente riaperta già da sabato, seppur con il senso unico alternato, la Sr325 nel comune di Vaiano, e che era stata interessata da una grossa frana fra San Quirico e Sasseta. Sempre a Vaiano, in località La Briglia è impraticabile per frana il sentiero La Fratta tra Savignano e l’Isola.
La “lezione”
Sulla base di quanto accaduto si cerca di capire dove si può intervenire per ridurre l’impatto di nubifragi futuri. A Montemurlo, per esempio, il sindaco Simone Calamai ha annunciato che nei prossimi giorni partiranno provvedimenti urgenti per richiedere ai proprietari privati di alcuni terreni la corretta regimazione delle acque. «I tecnici ci dicono – ha spiegato la sindaca di Prato Ilaria Bugetti da via del Borrino (dove alcune abitazioni erano state allagate, e dove ieri ha fatto un sopralluogo con il presidente della regione Eugenio Giani) – che le opere messe in piedi dopo il 2 novembre 2023 hanno contribuito a mitigare l’effetto dell’evento di questo fine settimana e questo è importantissimo per proseguire il nostro piano di potenziamento degli interventi contro il rischio idraulico utilizzando anche i proventi che arrivano dall’edilizia. Lo faremo confrontandoci con i cittadini».
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