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Poggio a Caiano, il Tar dà ragione al comitato: «Ripristinare il senso unico in via Vittorio Emanuele II»
Ma la Regione, proprietaria della strada, vorrebbe il doppio senso: un bel pasticcio
POGGIO A CAIANO. Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso del Comitato che chiede il ripristino del senso unico su via Vittorio Emanuele II a Poggio a Caiano, il pezzo di strada che dalla piazza XX Settembre, ancora interessata dai lunghissimi lavori di ristrutturazione, porta al Ponte all’Asse. Ora teoricamente il Comune dovrebbe ripristinare il senso unico, cancellato dal sindaco Riccardo Palandri con un’ordinanza dell’anno scorso, ma probabilmente il Comune impugnerà la sentenza, anche perché l’ordinanza che istituiva il senso unico, fa notare l’assessore Leonardo Mastropieri, è decaduta il 30 giugno 2023 e sia la Regione che la Provincia vorrebbero il doppio senso di circolazione sulla strada regionale 66. Insomma, un bel pasticcio.
In realtà il ricorso accolto dal Tar chiedeva l’annullamento delle ordinanze che regolano il flusso su tre ponti, il Ponte all’Asse, il ponte alla Furba e il ponte al Mulino. Il Comune di Poggio aveva modificato la precedente viabilità solo in via Vittorio Emanuele II, ma l’aveva fatto, ricorda il Tar, senza chiedere il parere della Provincia e facendo firmare il provvedimento al comandante della polizia municipale anziché al funzionario responsabile.
«Noi del Comitato di cittadini per il senso unico – si legge in una nota del comitato – avevamo chiesto di annullare l’ordinanza adottata dal sindaco Palandri il 30 aprile 2024 con le modifiche alla viabilità su via Vittorio Emanuele II e sulle vie limitrofe: il Tar ci ha dato pienamente ragione accogliendo i nostri rilievi sui non pochi vizi di quell’atto e confermando l’esistenza di un danno erariale che adesso qualcuno dovrà pagare. Ne siamo soddisfatti. E lo siamo non solo per noi e per le tante famiglie che sappiamo essere dalla nostra parte nel contestare un’ordinanza che ci ha danneggiato anche in termini di inquinamento e salute pubblica. Siamo soddisfatti per l’intera comunità poggese che, sul problema traffico e inquinamento, adesso merita scelte di prospettiva per difendere la salute pubblica e non rivendicazioni dal corto respiro basate solo sul rancore politico».
La sentenza del Tar è stata decisa in camera di consiglio il 13 febbraio e resa nota oggi, 27 febbraio. Il Tar, spiega ancora il comitato, accoglie il ricorso dei cittadini e annulla i provvedimenti impugnati. Inoltre condanna l’amministrazione al pagamento della somma complessiva di euro tremila oltre oneri di legge. In pratica il Comune dovrà pagare oltre a questa cifra e oltre alle spese per il suo legale anche le spese per il legale dei cittadini.
«Ci auguriamo – concludono i firmatari del ricorso – che questa vicenda sia di monito per chi è stato eletto ad amministrare il Comune. L’augurio è che finalmente, prima di adottare atti sbagliati, si presti attenzione alle possibili conseguenze di certe scelte. L’augurio è che ci si confronti con i cittadini invece di ignorarli e di averne paura. L’augurio è che, almeno per il futuro, si sappiano evitare improvvisazioni e superficialità per le quali poi, come qui accaduto, qualcuno sarà costretto a pagarne, anche personalmente, le conseguenze. E non solo in termini di brutta figura politica».
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