Il Tirreno

Prato

Violenza contro le donne

Prato, l’ispettore di polizia sfrutta il suo ruolo per perseguitare la moglie: gli appostamenti e la false denunce

di Pasquale Petrella
Braccialetto elettronico che l’ispettore deve indossare
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Braccialetto elettronico che l’ispettore deve indossare

La Procura ha chiesto e ottenuto per lui il braccialetto elettronico Non potrà più avvicinarsi alla donna o ai luoghi da lei frequentati

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PRATO. Il lavoro che svolge avrebbe dovuto renderlo più consapevole sulle possibili e inevitabili conseguenze che avrebbe avuto nel portare avanti certi tipi di atteggiamenti nei confronti della moglie da cui si sta separando. Ma, evidentemente, anche lui seppur un ispettore della polizia di Stato, si è lasciato travolgere dai risentimenti per quella separazione non voluta, oppure ha pensato di essere più furbo degli altri stalker ed è andato avanti con i suoi atteggiamenti persecutori, finché la Procura non ha raccolto abbastanza elementi da chiedere e ottenere dal giudice delle indagini preliminari un provvedimento di misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie (abitazione, pertinenze, luogo di lavoro, abitazione dei prossimi congiunti), con applicazione del braccialetto elettronico.

Un provvedimento che si è reso necessario dopo che le indagini, come spiega un comunicato del procuratore Luca Tescaroli, hanno consentito di accertare che il destinatario della misura «si è appostato in più occasioni sotto l'abitazione della vittima» per controllare se usciva di casa e con chi.

Le denunce false per mandare gli agenti dalla moglie

Inoltre ha effettuato almeno sei segnalazioni anonime mediante l'app Youpol, chiedendo l'intervento presso l'abitazione della moglie, segnalando fatti non veri (tipo la detenzione di stupefacenti o atti di violenza familiare). Quindi le ha danneggiato la vettura in almeno due occasioni con graffi sulla carrozzeria e bucandole una ruota. I continui atti persecutori lo hanno portato anche a citofonare in orari inopportuni in casa della moglie senza però farsi vedere e le ha effettuato molteplici telefonate mute anche in orari notturni.

Le indagini

Le indagini hanno permesso di scoprire che l’ispettore inoltre ha seguito più volte per strada la donna, evidentemente preso dal raptus della gelosia per scoprire se incontrava altri uomini. Infine ha promosso a nome e all'insaputa della stessa moglie numerose pratiche di finanziamento, lasciando i recapiti e i dati personali della donna, che poi veniva contattata dalle finanziarie per la conferma, così costringendola ad annullare le varie richieste. Da una parte quindi la gelosia per una eventuale relazione con un altro uomo, dall’altra la volontà di renderle la vita difficile e di crearle continue ansie e preoccupazioni con il solo scopo di terrorizzarla.

Tutti comportamenti che per la Procura di Prato sono diventati segni inequivocabili del reato di atti persecutori e che hanno spinto i magistrati a prendere un serio provvedimento: il braccialetto elettronico, per evitare azoni peggiori. Ed è toccato ai colleghi della Squadra Mobile della questura di Prato notificargli il provvedimento restrittivo. La Procura ha esercitato l'azione penale mediante richiesta di giudizio immediato, che è stata accolta dal Gip.

 

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