Gioco
Carmignano, forze dell’ordine in azienda dopo l’aggressione al presidio
La perquisizione in una pelletteria, indagato il suo titolare
CARMIGNANO. Un imprenditore cinese di 33 anni, titolare della pelletteria Lin Weidong, è iscritto nel registro degli indagati per sfruttamento della manodopera e per l’inchiesta su un’aggressione ai danni di sindacalisti e lavoratori. Le indagini sono in mano al procuratore della Repubblica, Luca Tescaroli che ieri ha dato il via al blitz degli uomini della guardia di finanza e dell’ispettorato Asl nell’azienda di via Galilei a Seano, nella zona industriale di Bocca di Stella. Tutto questo dopo i presidi dei giorni scorsi davanti ad alcune aziende del settore moda confezioni organizzati dal sindacato Sudd Cobas e dopo l’aggressione ad alcuni operai e sindacalisti avvenuta poche notti fa.
È passato da poco mezzogiorno, quando una decina di uomini in divisa delle fiamme gialle e altri in borghese arrivano con diverse pattuglie proprio vicino al punto dove il sindacato Sudd Cobas sta tenendo la conferenza stampa per presentare la manifestazione contro lo sfruttamento lavorativo. I militari e i funzionari dell’Asl entrano in una strada interna di via Galilei, fra l’ammasso di rifiuti ai lati e calcinacci di ogni genere. Forze dell’ordine e Asl arrivano su mandato della Procura di Prato e si dirigono a colpo sicuro verso il capannone che si trova nella strada interna. A più riprese le forze dell’ordine suonano i campanelli per farsi aprire, ma sembra che all’interno dell’azienda Lin Weidong non si trovi nessuno.
Mentre la conferenza stampa dei Sudd Cobas continua ad andare avanti, le forze dell’ordine cercano di entrare nell’azienda fino a che, verso le 12,30, arriva anche una squadra dei vigili del fuoco, pronta, su mandato del magistrato, ad aprire l’entrata. Intanto la strada interna viene chiusa da alcune pattuglie della guardia di finanza. Assieme alle forze dell’ordine c’è anche un consulente informatico, richiesto dalla Procura, probabilmente per esaminare l’eventuale documentazione che si trova archiviata nei computer dell’azienda. Passa ancora una decina di minuti, quando arriva il titolare della ditta, un giovane cinese che apre la ditta alle forze dell’ordine e al personale dell’Asl.
Dopo poche ore esce la comunicazione da parte della procura della Repubblica, in cui si annuncia l’apertura di un procedimento per i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, di lesioni aggravate e di minaccia grave, dopo l’aggressione avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, nei confronti di due sindacalisti del Sudd Cobas e di due lavoratori di nazionalità pakistana, che erano impegnati nel presidio davanti all’impresa di Lin Weidong.
Una risposta quasi perfetta nel momento in cui il sindacato Sudd Cobas annunciava la manifestazione di questo pomeriggio, con partenza da via Galilei, che ha già raccolto la vicinanza del mondo istituzionale, politico e financo delle Diocesi di Pistoia e di Prato. Una mobilitazione generale, anche se non mancano alcuni grandi assenti (vedi articolo sotto).
Le indagini della Procura restano chiuse nel più stretto riserbo, ma in ogni caso è evidente che l’annuncio della manifestazione di oggi per le vie della zona industriale di Seano ha avuto una prima risposta, come se si stesse aprendo il “vaso di Pandora” di un sistema di illegalità diffusa nel sistema produttivo e economico dei pronto moda e delle confezioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
