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Prato

Il vertice

Sicurezza a Prato, la ricetta del prefetto: «La repressione da sola non basta»

di Paolo Nencioni
Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito ieri in Prefettura
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Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito ieri in Prefettura

E la polizia intanto notifica tre “daspo urbani” per la maxi-rissa davanti al Dagomari

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PRATO. Non basta la repressione; servono anche la prevenzione e l’educazione. Questo il messaggio che arriva dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto ieri in Prefettura dopo un fine settimana particolarmente agitato in città. Prima la maxi-rissa tra studenti di venerdì davanti all’Istituto Dagomari di via di Reggiana, poi una scaramuccia tra giovani in piazza delle Carceri e una presunta aggressione in via Santa Trinita, che però ieri – 2 ottobre – la sindaca Ilaria Bugetti, presente al Comitato, ha derubricato in un ubriaco che è inciampato e ha sbattuto la testa («Ho visto il video, non parlo per sentito dire», ha spiegato uscendo dalla Prefettura).

Bocche cucite

C’è la consegna del silenzio all’uscita dal palazzo di via Cairoli. Non parlano la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale e la preside dell’Istituto Datini, invitate dalla prefetta Michela La Iacona per capire che cosa succede al polo scolastico. Muti il presidente della Confesercenti Stefano Bonfanti e quello di Confartigianato Luca Giusti, che pure nei giorni scorsi avevano lanciato un allarme sulla sicurezza in città. Rimandano tutti al comunicato della Prefettura. Sono tempi difficili per chi deve raccontare la città. Le domande non sono ammesse, ci si deve accontentare di una nota scritta, che va tradotta in qualcosa di comprensibile.

Giovani violenti

La rissa di venerdì, dice la Prefettura, è un caso isolato, ma non va sottovalutato. Per questo le pattuglie di carabinieri e polizia passeranno più spesso, soprattutto all’entrata e all’uscita dalle scuole, con l’aiuto della Municipale, ma non si parla di un presidio fisso. All’esito delle indagini, la polizia ha notificato tre “Daspo urbani” ad altrettanti giovani, tra cui due minorenni, che hanno spintonato un poliziotto intervenuto sul posto. Nessuno dei tre risulta frequentare le scuole di via di Reggiana. Nulla si dice sul motivo scatenante della rissa, che probabilmente è conosciuto perché nel fine settimana, trapela, sarebbe stato evitato un altro scontro (non si sa tra chi e né dove). Però, aggiunge la Prefettura, la repressione non basta; bisogna intercettare il malessere giovanile e nei prossimi giorni il Comune presenterà un progetto in questo senso.

Sicurezza in centro

Detto della presunta aggressione derubricata in caduta (ma i commercianti avevano parlato proprio di un’aggressione), qui la soluzione secondo la Prefettura starebbe nell’installazione di altre telecamere anti-rapina collegate con le centrali operative delle forze dell’ordine da aggiungere alla selva di occhi elettronici che già infesta il centro. Lo prevede un accordo quadro sottoscritto tra il ministero dell’Interno, Confesercenti e Confcommercio.

Reati in calo

Il Comitato per l’ordine pubblico è stata anche l’occasione per fare un punto sul numero dei reati, che secondo la Prefettura, nei primi nove mesi dell’anno sono in leggero calo, in particolare le lesioni dolose, le violenze sessuali, le rapine, i furti in abitazione e i furti di auto.

“Alto impatto”

Da ieri, è stato deciso, saranno organizzati servizi di controllo ad “alto impatto”, quelli che un tempo si chiamavano “pattuglioni”: squadre interforze di carabinieri, polizia, guardia di finanza, con l’aiuto della polizia municipale, per far vedere che lo Stato c’è e non tollera che vengano superati certi limiti. Funzioneranno? Sicuramente impatteranno sulla percezione di sicurezza, che è cosa ben diversa dalla sicurezza. Con la postilla che la polizia municipale, stando alle norme attuali, non può essere utilizzata per il controllo dell’ordine pubblico e sarà solo di rinforzo.
Il pronto soccorso

In fondo al comunicato della Prefettura c’è anche un timido accenno alla situazione del pronto soccorso dell’ospedale, dove si ribadisce che verranno intensificati i controlli, ma si continua a non prevedere un vero posto fisso di polizia con agenti pronti a contrastare le aggressioni a medici e infermieri. Questo resta un mistero doloroso, perché è chiaro a tutti, anche ai non addetti ai lavori, che passaggi casuali di volanti della polizia e pattuglie dei carabinieri davanti al Santo Stefano servono a ben poco. Le aggressioni sono eventi improvvisi e arrivare cinque minuti dopo serve solo a raccogliere i cocci, come è avvenuto nei giorni scorsi quando un ragazzo marocchino ha tenuto in scacco l’ospedale per ore.

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