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Prato, condominio per padri separati: lo stop accende la polemica

Prato, condominio per padri separati: lo stop accende la polemica

L’assessore al sociale: «Dobbiamo capire cosa ne pensano gli abitanti della zona»

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PRATO. «Insieme all’assessore ai lavori pubblici valuteremo se e come procedere, ma dovremo prima capire cosa ne pensano gli abitanti del quartiere sulla futura destinazione della zona»: così l’assessore alle politiche sociali Sandro Malucchi risponde sul futuro dell’area di Grignano, dove avrebbe dovuto sorgere un condominio solidale per padri separati e divorziati, che invece non si farà. Sul caso l’opposizione annuncia un’interrogazione: «Chiederò perché il Comune non abbia valutato l’utilizzo di risorse aggiuntive per completare un progetto che, nonostante le difficoltà, meritava di essere portato a termine», scrive Leonardo Soldi della Lista Gianni Cenni.

La storia del condominio solidale per padri separati e divorziati iniziò nel 2012, quando il Comune, insieme a Epp, si accaparrò un finanziamento regionale (circa 800mila euro) proprio per la realizzazione di appartamenti destinati a padri soli in difficoltà economica. Cinque appartamenti di 45 metri quadrati l’uno, accompagnati da un’area giochi, giardini e un centro civico aperto a tutti i residenti della zona. All’inizio la zona individuata a Cafaggio, ma prima ci furono le proteste dei residenti della zona e poi, quando il progetto approdò in commissione urbanistica per il via libera, venne bloccato dal Pd e da alcuni esponenti del centrodestra stesso. Allora venne individuata un’altra zona, quella di 4mila metri quadri tra via Salviati e via Meoni. Da quel momento, era il 2015, i lavori sono cominciati e durati poco, tanto che l’azienda vincitrice dell’appalto avrebbe poi rescisso il contratto.

Nel 2021 l’allora assessore all’urbanistica Barberis confermò che l’area era tornata in possesso di Epp e che, dopo aver ricalcolato tutti i costi e in attesa della ripresa dei lavori, era stato intanto realizzato il giardino “Alda Merini”. Ma i lavori non sono mai ripresi e la Regione avrebbe già ritirato il finanziamento. «Questo progetto è stato purtroppo compromesso da problemi legati agli appalti e alla successiva rescissione del contratto con la ditta appaltatrice – aggiunge il consigliere Soldi – tuttavia, ciò non può giustificare l’abbandono di un’iniziativa così importante». È ancora presto per capire cosa succederà all’area dove doveva nascere il condominio solidale: «Rimaniamo in attesa ma non c’è un automatismo nella destinazione finale dell’area», ammette l’assessore Malucchi. «Mi domando anche perché – incalza a distanza Soldi – una volta constatata l’insufficienza dei fondi iniziali dovuta ai cambiamenti nei costi e nelle condizioni, non si sia cercato di ottenere ulteriori risorse dalla Regione o di individuare altre vie per garantire la realizzazione del progetto. È evidente che il progetto per le case dei padri separati rappresentava un’opportunità importante per il nostro territorio e non possiamo accettare che il cantiere resti abbandonato e che si perda del tutto la possibilità di realizzare un’opera che avrebbe potuto fare la differenza per molti padri in difficoltà».

A Soldi replica il consigliere Pd Edoardo Carli: «Sul diritto alla casa non prendiamo lezioni da chi ha azzerato il fondo affitti e morosità incolpevole mettendo in ginocchio centinaia di famiglie. Come noto, da oltre un anno il Comune di Prato è costretto a mettere risorse proprie per far fronte a una sciagurata decisione del governo Meloni. Una decisione, quella della destra, che ha colpito duramente chi ha problemi abitativi e non riesce ad arrivare alla fine del mese. Tra queste persone, lo voglio ricordare, ci sono tanti padri separati. Se vogliamo parlare di diritto alla casa, allora parliamone a tutto tondo. Sul caso specifico del progetto di Grignano, dopo la rescissione del contratto da parte della ditta appaltatrice e l'aumento dei costi delle materie prime, è necessario procedere a un'analisi attenta del progetto iniziale, ormai vecchio di dieci anni. Occorre capire se questo risponde ancora alle necessità attuali e, soprattutto, a quelle della frazione. La sindaca ha ben presente la questione e già in campagna elettorale auspicava un serio percorso di ascolto. I cittadini di Grignano chiedono da tempo l'ampliamento del verde pubblico, un playground, un’area per la sgambatura dei cani, una struttura destinata alle attività sociali e agli eventi del quartiere. Come consigliere comunale mi farò promotore di un processo partecipativo».l

Alessandro Pattume
 

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