Gioco
La sindaca invita a Prato il ministro Nordio dopo l’ennesimo suicidio in carcere
Bugetti: «Serve un’azione bipartisan», ma Soldi (centrodestra) non ci sta: «Colpa anche della Regione»
PRATO. «Rinnovo l’invito al ministro Nordio a venire qui a Prato per trovare soluzioni alla drammatica situazione in cui si trova La Dogaia. Il centrodestra si unisca a noi perché su questi temi dobbiamo essere trasversali». All’indomani del quarto suicidio in carcere in poco più di sette mesi, la sindaca Ilaria Bugetti torna a chiedere al governo una visita in città e risposte concrete per ristabilire dentro quelle mura il rispetto della dignità umana. «Che a violarla sia lo Stato è semplicemente inaccettabile – prosegue Bugetti – Come istituzioni non possiamo e non vogliamo tacere. Dobbiamo farlo uniti, senza distinzioni di colore politico. Non è il momento delle ideologie, ci vogliono i fatti. Per questo invito il centrodestra ad abbandonare qualsiasi tentativo di narrazione edulcorata delle condizioni della Dogaia per compiacere il proprio governo, tra l’altro smentita dai fatti, e a unirsi a noi nel chiedere al ministro Nordio un sopralluogo e degli interventi immediati. Non c’è più tempo per riflettere o per adottare soluzioni di facciata, La Dogaia è al collasso». Il ministro Nordio sarà invitato a partecipare anche al consiglio comunale straordinario che tutta la maggioranza ha deciso di richiedere su questo tema per un confronto aperto con chi vive ogni giorno il dramma di «una struttura penitenziaria non adeguata come quella pratese e con chi è chiamato a dare risposte e soluzioni. La richiesta sarà protocollata nelle prossime settimane». «Dal governo e dalla maggioranza che lo sostiene mi aspetto prima di tutto serietà – conclude Bugetti – Come Comune abbiamo le mani legate perché non è nostra competenza. Possiamo promuovere progetti di reinserimento e di coinvolgimento dei detenuti ma sulle condizioni in cui si vive e si lavora in carcere non possiamo fare niente. Tocca al governo intervenire ed è doveroso che lo faccia. Le condizioni in cui si trova il nostro carcere rendono impossibile realizzare il compito che la nostra Costituzione affida alla pena detentiva, quello della rieducazione del detenuto per un pieno reinserimento nella società. Solo così potremo definirci un paese civile».
Ma l’appello al un’azione bipartisan sembra cadere nel vuoto. «È evidente che il governo deve fare la sua parte, ma è altrettanto evidente che il Partito democratico deve smettere di strumentalizzare le tragedie per fini propagandistici. Questo atteggiamento ipocrita, marchio di fabbrica del Pd, deve essere stigmatizzato – attacca Leonardo Soldi, capogruppo della lista Gianni Cenni sindaco – La questione dei suicidi nelle carceri è soprattutto una questione di disagio psichico, che deve essere affrontata con adeguata assistenza sanitaria e psicologica, competenza della Regione. Prima di puntare il dito contro il governo, i rappresentanti del Pd dovrebbero chiedersi perché la Regione, sotto la loro amministrazione, non ha fatto abbastanza per affrontare questa emergenza. Chiediamo al governatore Giani di chiarire quanto la Regione stia effettivamente investendo per il disagio mentale nelle carceri, compresi i farmaci necessari. È troppo facile parlare senza agire, mentre i poliziotti penitenziari e i detenuti continuano a soffrire in silenzio».
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